30 ottobre 2020, a Cagliari – “Gian Renzo Morteo: fare a pezzi il teatro – lezione recitata”

Venerdì 30 ottobre 2020, h 20.30
Sa Manifattura, Cagliari
nell’ambito di Anima IF – Festival Internazionale di teatro di figura a cura di Is Mascareddas
Lezione recitata “Gian Renzo Morteo | Fare a pezzi il teatro”
di e con Marco Gobetti, sulla base di testimonianze e ricerche di Giovanni Moretti
Compagnia Marco Gobetti in collaborazione con Istituto per i Beni Marionettistici e il Teatro popolare

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Sinossi
Gian Renzo Morteo – nato a Rivarolo Ligure nel 1924 e morto a Torino nel 1989 – fu storico e teorico del teatro, traduttore e redattore della Collana di teatro Einaudi, per anni direttore e addetto alle attività culturali del Teatro Stabile di Torino, docente di Storia del Teatro all’Università di Torino, drammaturgo; ma fu soprattutto indagatore curioso e instancabile del teatro nelle sue infinite, possibili declinazioni: «è un grave errore» scriveva «sottovalutare e non prendere in esame le forme considerate di solito “inferiori” di spettacolo». La lezione recitata GIAN RENZO MORTEO – FARE A PEZZI IL TEATRO dipinge uno spazio da cui e per cui si levano, fra tutte, le voci di Marx, Artaud, Platone, Aristotele, Ionesco: brani tra i più amati e “usati” da Morteo, calati in una città insieme teorica e reale, imperfetta, discontinua, utilmente sporca, le cui vie sono praticabili solo in modo avventuroso. Un luogo in cui occorre vagare, aprire le porte ed entrare nelle case: solo così si possono «guardare le facce dei poeti». Una antologia scenica incastonata nel pensiero chiaro e magistralmente sintetico dell’autore di Ipotesi sulla nozione di teatro: un pensiero oggi quanto mai prezioso, che ci spinge a indagare sulla natura sociale e intrinsecamente pedagogica del teatro. E a interrogarci sulla sua utilità politica: sul bisogno, insomma, che ne ha la πόλις; anche per tornare a riconoscere i propri stessi bisogni.

Perché una “lezione recitata” su Gian Renzo Morteo?

Per riflettere, divertendosi, sulla natura del teatro, percorrendo la vita e il pensiero di un uomo curioso, colto e geniale, cui tanto deve la storia del teatro. Per entrare e uscire da una città fantastica eppure profondamente concreta, in cui si azzera ogni distanza spaziale e temporale; e in cui tanto una miriade di gente raffreddata, quanto un bimbo che gioca o una donna che sta per partorire, possono celare segreti insieme tremendi e meravigliosi. Per scoprire che non esiste né mai esisterà un solo “teatro”. Per acquisire spunti di riflessione sul rapporto fra scrittura e oralità; e su quello fra teatro, cinema e televisione. Per conoscere quali sono gli elementi senza i quali nessun “teatro” può esistere, stupendoci di quanto profondamente la scoperta ci riguardi, anche nel caso in cui nulla abbiamo mai avuto a che fare con alcun “teatro”.

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Lezioni Recitate
è un progetto nato nel 2011; promosso da Consiglio Regionale del Piemonte – Comitato Resistenza e Costituzione, è stato realizzato dalla Compagnia Marco Gobetti in collaborazione con il Centro studi Piero Gobetti; e successivamente con Unione culturale Franco Antonicelli, Parco Paleontologico Astigiano, ASTISS – Polo Universitario Asti Studi Superiori, Turismo in Langa, Istituto di studi storici Gaetano Salvemini, Ufficio beni archeologici della Soprintendenza per i beni culturali della Provincia autonoma di Trento

Dal 2016 il repertorio delle Lezioni Recitate si è arricchito, andando a toccare – oltre alla storia – la disciplina dell’archeologia; nel 2018 i titoli in repertorio diventano undici, con l’allestimento – pure nell’ambito del progetto “Riprendo la Storia – Conflitti, lavoro e migrazioni dalle Langhe al mondo” – di quattro nuove lezioni recitate, ascrivibili alla storia, all’archeologia, alla letteratura e all’antropologia.

17 ottobre 2020 – La lezione recitata “CONFLICT ARCHAEOLOGY – Quel che resta della Grande Guerra” a Castello Tesino (TN)

Un viaggio tra le tracce “tangibili” della Grande Guerra, a partire da un paio di soprascarponi in paglia usati un secolo fa a Punta Linke. I corpi, gli oggetti, i vestiti dei soldati, in un appassionante equilibrio fra conoscenza emotiva e ricostruzione storica. L’archeologia dei conflitti cerca di comprendere il rapporto tra le rimanenze di ciò che è stato e il modo in cui vogliamo – o non vogliamo – integrarle e riconoscerle nel presente. 

Sabato 17 ottobre 2020 – ore 20.30
Cinema Teatro “San Giorgio” – Via Venezia, 18, Castello Tesino TN, Ingresso libero

Lezione recitata –“CONFLICT ARCHAEOLOGY – Quel che resta della Grande Guerra”
di Valentina Cabiale, con Giuliano Comin

Sarà presente e interverrà con un approfondimento dopo lo spettacolo Franco Nicolis, direttore dell’Ufficio beni archeologici della Soprintendenza per i beni culturali della Provincia autonoma di Trento

Compagnia Marco Gobetti in collaborazione con
Ufficio beni archeologici della Soprintendenza per i beni culturali della Provincia autonoma di Trento
2018 – produzione di Compagnia Marco Gobetti in collaborazione con Istituto di studi storici Gaetano Salvemini e Associazione Turismo in Langa             

G.Comin mod.

La Conflict Archaeology (“Archeologia dei conflitti”) è una disciplina, diffusa dagli anni ’90 del XX secolo, che ha come obiettivo lo studio dei conflitti (antichi e moderni) attraverso le tracce materiali da essi generati. I resti materiali della Prima guerra mondiale sono innumerevoli: trincee, campi di battaglia, rifugi sotterranei, imponenti tracce di modificazione del paesaggio; nonché gli oggetti e i resti umani ritrovabili in quei contesti. Nella lezione recitata CONFLICT ARCHAEOLOGY – Quel che resta della Grande Guerra, partendo dall’analisi di un “reperto archeologico” della Prima guerra mondiale, un paio di soprascarponi in paglia utilizzati dai soldati durante i turni di guardia nella postazione austriaca di Punta Linke (oggi in Trentino, nel gruppo Ortles-Cevedale, a 3629 m di altitudine), si raccontano il senso di questa archeologia del moderno e i metodi per giungere “dalle cose agli uomini”, da una conoscenza emotiva alla ricostruzione storica. L’interpretazione del passato è sempre indissolubilmente legata al nostro modo di essere nel presente. Il ritrovamento di corpi di soldati morti durante la Grande Guerra, non raro nei contesti alpini d’alta quota a causa dello scioglimento dei ghiacci, mette in particolare evidenza i nostri legami con il conflitto e con i meccanismi che guidano la comprensione di quel particolare passato.

Per maggiori dettagli, consulta la scheda in pdf

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Lezioni Recitate
è un progetto nato nel 2011; promosso da Consiglio Regionale del Piemonte – Comitato Resistenza e Costituzione, è stato realizzato dalla Compagnia Marco Gobetti in collaborazione con il Centro studi Piero Gobetti; e successivamente con Unione culturale Franco Antonicelli, Parco Paleontologico Astigiano, ASTISS – Polo Universitario Asti Studi Superiori, Turismo in Langa, Istituto di studi storici Gaetano Salvemini, Ufficio beni archeologici della Soprintendenza per i beni culturali della Provincia autonoma di Trento

Dal 2016 il repertorio delle Lezioni Recitate si è arricchito, andando a toccare – oltre alla storia – la disciplina dell’archeologia; nel 2018 i titoli in repertorio diventano undici, con l’allestimento – pure nell’ambito del progetto “Riprendo la Storia – Conflitti, lavoro e migrazioni dalle Langhe al mondo” – di quattro nuove lezioni recitate, ascrivibili alla storia, all’archeologia, alla letteratura e all’antropologia.

9 settembre 2020 – La lezione recitata “CONFLICT ARCHAEOLOGY – Quel che resta della Grande Guerra” a Pergine Valsugana (TN)

Un viaggio tra le tracce “tangibili” della Grande Guerra, a partire da un paio di soprascarponi in paglia usati un secolo fa a Punta Linke. I corpi, gli oggetti, i vestiti dei soldati, in un appassionante equilibrio fra conoscenza emotiva e ricostruzione storica. L’archeologia dei conflitti cerca di comprendere il rapporto tra le rimanenze di ciò che è stato e il modo in cui vogliamo – o non vogliamo – integrarle e riconoscerle nel presente. 

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Mercoledì 09 settembre 2020 – ore 18.00
Castello di Pergine, Via al Castello, 10, Pergine Valsugana TN (in caso di pioggia nel Teatro comunale di Pergine), nell’ambito della rassegna “Tra le mura”

Lezione recitata –“CONFLICT ARCHAEOLOGY – Quel che resta della Grande Guerra”
di Valentina Cabiale, con Giuliano Comin

Sarà presente e interverrà con un approfondimento dopo lo spettacolo Franco Nicolis, direttore dell’Ufficio beni archeologici della Soprintendenza per i beni culturali della Provincia autonoma di Trento

G.Comin mod.

La Conflict Archaeology (“Archeologia dei conflitti”) è una disciplina, diffusa dagli anni ’90 del XX secolo, che ha come obiettivo lo studio dei conflitti (antichi e moderni) attraverso le tracce materiali da essi generati. I resti materiali della Prima guerra mondiale sono innumerevoli: trincee, campi di battaglia, rifugi sotterranei, imponenti tracce di modificazione del paesaggio; nonché gli oggetti e i resti umani ritrovabili in quei contesti. Nella lezione recitata CONFLICT ARCHAEOLOGY – Quel che resta della Grande Guerra, partendo dall’analisi di un “reperto archeologico” della Prima guerra mondiale, un paio di soprascarponi in paglia utilizzati dai soldati durante i turni di guardia nella postazione austriaca di Punta Linke (oggi in Trentino, nel gruppo Ortles-Cevedale, a 3629 m di altitudine), si raccontano il senso di questa archeologia del moderno e i metodi per giungere “dalle cose agli uomini”, da una conoscenza emotiva alla ricostruzione storica. L’interpretazione del passato è sempre indissolubilmente legata al nostro modo di essere nel presente. Il ritrovamento di corpi di soldati morti durante la Grande Guerra, non raro nei contesti alpini d’alta quota a causa dello scioglimento dei ghiacci, mette in particolare evidenza i nostri legami con il conflitto e con i meccanismi che guidano la comprensione di quel particolare passato.

Per maggiori dettagli, consulta la scheda in pdf

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Lezioni Recitate
è un progetto nato nel 2011; promosso da Consiglio Regionale del Piemonte – Comitato Resistenza e Costituzione, è stato realizzato dalla Compagnia Marco Gobetti in collaborazione con il Centro studi Piero Gobetti; e successivamente con Unione culturale Franco Antonicelli, Parco Paleontologico Astigiano, ASTISS – Polo Universitario Asti Studi Superiori, Turismo in Langa, Istituto di studi storici Gaetano Salvemini, Ufficio beni archeologici della Soprintendenza per i beni culturali della Provincia autonoma di Trento

Dal 2016 il repertorio delle Lezioni Recitate si è arricchito, andando a toccare – oltre alla storia – la disciplina dell’archeologia; nel 2018 i titoli in repertorio diventano undici, con l’allestimento – pure nell’ambito del progetto “Riprendo la Storia – Conflitti, lavoro e migrazioni dalle Langhe al mondo” – di quattro nuove lezioni recitate, ascrivibili alla storia, all’archeologia, alla letteratura e all’antropologia.

“Giaime e Luigi Pintor: agire in modo utile – lezione recitata” a Lunetta (CN), 23 agosto 2020

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“GIAIME E LUIGI PINTOR | Agire in modo utile – lezione recitata”

di Leonardo Casalino, con Marco Gobetti
Compagnia Marco Gobetti in collaborazione con Centro studi Piero Gobetti – partner Polo del ‘900 | produz. 2012, promossa da Consiglio regionale del Piemonte – Comitato Resistenza e Costituzione
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domenica 23 agosto 2020, h 17.30
Lunetta 11, Frazione Lunetta, 11, Mombarcaro (Cuneo)
(prenotazione obbligatoria scrivendo a
info@lunetta11.com)

replica promossa da Lunetta 11 per Attraverso Festival

SINOSSI| Giovane brillante intellettuale, protagonista dell’attività editoriale della casa editrice Einaudi, la figura di Giaime Pintor (1919-1943) è spesso stata assorbita dalla sua morte agli albori della Resistenza italiana. La lezione recitata “GIAIME E LUIGI PINTOR – Agire in modo utile” vuole invece tracciare la figura di un personaggio meno lineare e ben più complesso, esempio di una nozione del rapporto tra intellettuali e politica fondata sul carattere critico, si potrebbe dire illuministico, del contributo della cultura alla lotta politica. Al centro della sua vita vi è stata la Seconda Guerra mondiale, chiave di volta di un intero periodo storico e punto di partenza per la riconsiderazione del ruolo dell’intellettuale, come egli spiegherà a suo fratello Luigi nella sua ultima lettera. Una lettera destinata a pesare non poco nelle scelte di Luigi Pintor (1925-2003), il quale diventerà partigiano nella Roma occupata dai nazisti e sarà arrestato e condannato a morte. L’arrivo in città degli americani lo salverà e Luigi potrà cominciare la sua esperienza di militante comunista e di apprezzato giornalista de “L’Unità”. Nel 1969 sarà radiato dal partito per essere stato uno dei promotori della rivista “Il Manifesto”. Nel 1971 sarà il fondatore de “Il Manifesto quotidiano” di cui rimarrà la firma più importante e amata sino alla morte nel 2003. Negli ultimi anni della sua vita Luigi Pintor pubblicherà quattro brevi romanzi, in cui le sue straordinarie qualità di scrittura delineeranno la figura di un uomo pervaso da un senso tragico della vita mai separato, però, dalla passione per l’impegno politico e la lotta per la difesa dei diritti dei più deboli. La lezione, dunque, a partire dalle pagine più belle scritte da Giaime e Luigi, racconta la vita di due fratelli che grazie al loro rigore intellettuale hanno fornito un esempio di quanto sia importante il legame tra la politica e la cultura.

(Il testo della lezione è pubblicato nel volume LEZIONI RECITABILI – Vittorio Foa, Leone Ginzburg, Emilio Lussu,Giaime e Luigi Pintor, Camilla Ravera,Umberto Terracini: ritratti da dirsidi Leonardo Casalino Edizioni SEB27)

LEZIONI RECITATE_ sito e blog: www.lezionirecitate.wordpress.com
approfondimenti/schede singole: http://tiny.cc/cotadz
sinossi / legami con temi e ricorrenze: http://tiny.cc/s3vadz

Lezioni Recitate è un progetto nato nel 2011; promosso da Consiglio Regionale del Piemonte – Comitato Resistenza e Costituzione, è stato realizzato dalla Compagnia Marco Gobetti in collaborazione con il Centro studi Piero Gobetti; e successivamente con Unione culturale Franco Antonicelli, Parco Paleontologico Astigiano, ASTISS – Polo Universitario Asti Studi Superiori, Istituto di studi storici Gaetano Salvemini.

Dal 2016 il repertorio delle Lezioni Recitate si è arricchito, andando a toccare – oltre alla storia – la disciplina dell’archeologia; nel 2018 i titoli in repertorio diventano undici, con l’allestimento – pure nell’ambito del progetto “Riprendo la Storia – Conflitti, lavoro e migrazioni dalle Langhe al mondo” – di quattro nuove lezioni recitate, ascrivibili alla storia, all’archeologia, alla letteratura e all’antropologia.

“Enea profugo”: ciclo di 7 repliche nelle Marche per la lezione recitata da Andrea Caimmi e scritta da Franco Pezzini

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Istituto Comprensivo Grazie Tavernelle – Ancona
Lunedì 2 marzo 2020 – n. 1 replica
Martedì 3 marzo 2020 – n. 2 repliche
Mercoledì 4 marzo 2020 – n. 2 repliche
Giovedì 5 marzo 2020 – n. 1 replica
Liceo scientifico “Galileo Galilei”, Ancona

Martedì 17 marzo 2020 – n. 1 replica

Repliche promosse dal Garante regionale dei diritti della persona delle Marche, nell’ambito del progetto “Parole di carne” a cura dell’Istituto Comprensivo Grazie Tavernelle

Lezione recitata –“ENEA PROFUGO”
di Franco Pezzini, con Andrea Caimmi

Ai nostri giorni di fronte a immagini di colonne di profughi, sensi d’identità minacciate, difficoltà di integrazioni culturali, crisi economica e crisi climatica, è ricorrente la sensazione di trovarci davanti a una situazione inedita, per cui non saremmo dotati di categorie adeguate: ed è provocatorio pensare che invece proprio i grandi poemi alla base della cultura occidentale già evochino un quadro di situazioni e di problemi non troppo dissimile. E se non ci forniscono risposte preconfezionate, aiutano a ragionare su quale categoria-futuro pensiamo di ridisegnare tutti assieme.
Nata su commissione di un principe ambizioso per celebrare una nuova età dell’oro, l’Eneide si sviluppa nel segno di una ben più profonda ricerca interiore, che resta incompiuta per la morte di Virgilio ma forse anche per l’impossibilità di conciliare presupposti ed esiti. La lettura trionfalistica e grevemente ideologica di grande poema imperiale con cui verrà pubblicata contro la volontà dell’autore, e spacciata ancora per lungo tempo come interpretazione unica, si confronta in realtà con un quadro piuttosto diverso sottostante, e con un disagio dove la crisi di Virgilio si specchia in quella del tempo remoto del suo eroe. Lontano da ogni caricatura di marmo, Enea col suo popolo è un profugo allo sbando nel più grave collasso di sistema del mondo antico, quello che travolge l’età del bronzo (circa 1200-1150 a.C.): una crisi – climatica, politica, economica, culturale, religiosa – che dai Balcani al Caucaso, dall’Egeo al Nord Africa, dall’Anatolia giù per tutto il Levante e con ricadute fino al Mediterraneo occidentale vede migrazioni coatte, crolli d’imperi e nascite faticose di nuovi assetti, ibridazioni culturali improvvisamente accelerate e naturalmente recezione di tanto trauma nei miti.

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Lezioni Recitate è un progetto nato nel 2011; promosso da Consiglio Regionale del Piemonte – Comitato Resistenza e Costituzione, è stato realizzato dalla Compagnia Marco Gobetti in collaborazione con il Centro studi Piero Gobetti; e successivamente con Unione culturale Franco Antonicelli, Parco Paleontologico Astigiano, ASTISS – Polo Universitario Asti Studi Superiori “Rita Levi Montalcini”, Istituto di studi storici Gaetano Salvemini, Turismo in Langa.

Dal 2016 il repertorio delle Lezioni Recitate si è arricchito, andando a toccare – oltre alla storia – la disciplina dell’archeologia; nel 2018 i titoli in repertorio diventano undici, con l’allestimento – pure nell’ambito del progetto “Riprendo la Storia – Conflitti, lavoro e migrazioni dalle Langhe al mondo” – di quattro nuove lezioni recitate, ascrivibili alla storia, all’archeologia, alla letteratura e all’antropologia.

4 febbraio 2020 | la lezione recitata “Camilla Ravera – Uniformare la vita a una convinzione” al Circolo Risorgimento di Torino

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Martedì 4 febbraio 2020, h 21.30
Circolo Risorgimento, Via Giovanni Poggio, 16 – Torino
Nell’ambito dell’iniziativa “Noi veniamo dal PCI e …” (dettagli: https://urly.it/3453a)

Lezione recitata –“CAMILLA RAVERA – Uniformare la vita a una convinzione”
di Leonardo Casalino, con Marta Zotti
Sarà presente l’autore

La lezione “CAMILLA RAVERA – Uniformare la vita a una convinzione” è dedicata alla vita tormentata ed eccezionale di Camilla Ravera (1889-1988), la prima donna alla testa di un partito politico (fu nominata segretaria del Partito comunista d’Italia nel 1927, durante gli anni della cospirazione antifascista e della repressione fascista) e la prima donna a essere stata nominata senatrice a vita, nel 1982. La lezione ricostruisce il periodo del dissenso contro Mosca alla fine degli anni Trenta, accanto a Umberto Terracini, che le costò l’espulsione dal partito comunista e l’isolamento politico al confino, aggravato dalla malattia. Un esempio di rigore e passione politica, non facili all’epoca per una donna, che l’hanno portata a essere una delle prime a lottare per l’emancipazione femminile nell’Italia repubblicana.

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Lezioni Recitate è un progetto nato nel 2011; promosso da Consiglio Regionale del Piemonte – Comitato Resistenza e Costituzione, è stato realizzato dalla Compagnia Marco Gobetti in collaborazione con il Centro studi Piero Gobetti; e successivamente con Unione culturale Franco Antonicelli, Parco Paleontologico Astigiano, ASTISS – Polo Universitario Asti Studi Superiori, Istituto di studi storici Gaetano Salvemini.

Dal 2016 il repertorio delle Lezioni Recitate si è arricchito, andando a toccare – oltre alla storia – la disciplina dell’archeologia; nel 2018 i titoli in repertorio diventano undici, con l’allestimento – pure nell’ambito del progetto “Riprendo la Storia – Conflitti, lavoro e migrazioni dalle Langhe al mondo” – di quattro nuove lezioni recitate, ascrivibili alla storia, all’archeologia, alla letteratura e all’antropologia.

 

 

26 novembre 2019 | La lezione recitata “ENEA PROFUGO” al Liceo classico “Giacomo Leopardi” di Macerata

Andrea Caimmi recita "ENEA PROFUGO" di Franco Pezzini al Castello di Sanfré (ottobre 2018)

Andrea Caimmi recita “ENEA PROFUGO” di Franco Pezzini al Castello di Sanfré (ottobre 2018)

Martedì 26 novembre 2019
Liceo classico “Giacomo Leopardi” – Macerata
Replica per gli studenti, promossa e ospitata da Liceo classico “Giacomo Leopardi”

Lezione recitata –“ENEA PROFUGO”
di Franco Pezzini, con Andrea Caimmi

Ai nostri giorni di fronte a immagini di colonne di profughi, sensi d’identità minacciate, difficoltà di integrazioni culturali, crisi economica e crisi climatica, è ricorrente la sensazione di trovarci davanti a una situazione inedita, per cui non saremmo dotati di categorie adeguate: ed è provocatorio pensare che invece proprio i grandi poemi alla base della cultura occidentale già evochino un quadro di situazioni e di problemi non troppo dissimile. E se non ci forniscono risposte preconfezionate, aiutano a ragionare su quale categoria-futuro pensiamo di ridisegnare tutti assieme.
Nata su commissione di un principe ambizioso per celebrare una nuova età dell’oro, l’Eneide si sviluppa nel segno di una ben più profonda ricerca interiore, che resta incompiuta per la morte di Virgilio ma forse anche per l’impossibilità di conciliare presupposti ed esiti. La lettura trionfalistica e grevemente ideologica di grande poema imperiale con cui verrà pubblicata contro la volontà dell’autore, e spacciata ancora per lungo tempo come interpretazione unica, si confronta in realtà con un quadro piuttosto diverso sottostante, e con un disagio dove la crisi di Virgilio si specchia in quella del tempo remoto del suo eroe. Lontano da ogni caricatura di marmo, Enea col suo popolo è un profugo allo sbando nel più grave collasso di sistema del mondo antico, quello che travolge l’età del bronzo (circa 1200-1150 a.C.): una crisi – climatica, politica, economica, culturale, religiosa – che dai Balcani al Caucaso, dall’Egeo al Nord Africa, dall’Anatolia giù per tutto il Levante e con ricadute fino al Mediterraneo occidentale vede migrazioni coatte, crolli d’imperi e nascite faticose di nuovi assetti, ibridazioni culturali improvvisamente accelerate e naturalmente recezione di tanto trauma nei miti.

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Lezioni Recitate è un progetto nato nel 2011; promosso da Consiglio Regionale del Piemonte – Comitato Resistenza e Costituzione, è stato realizzato dalla Compagnia Marco Gobetti in collaborazione con il Centro studi Piero Gobetti; e successivamente con Unione culturale Franco Antonicelli, Parco Paleontologico Astigiano, ASTISS – Polo Universitario Asti Studi Superiori, Istituto di studi storici Gaetano Salvemini.

Dal 2016 il repertorio delle Lezioni Recitate si è arricchito, andando a toccare – oltre alla storia – la disciplina dell’archeologia; nel 2018 i titoli in repertorio diventano undici, con l’allestimento – pure nell’ambito del progetto “Riprendo la Storia – Conflitti, lavoro e migrazioni dalle Langhe al mondo” – di quattro nuove lezioni recitate, ascrivibili alla storia, all’archeologia, alla letteratura e all’antropologia.

22 e 23 novembre 2019 | La lezione recitata “ENEA PROFUGO” all’Accademia Filarmonica di Verona

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Venerdì 22 novembre alle h 19.00 e sabato 23 novembre 2019 alle h 17.00, nelle Sale dell’Accademia Filarmonica di Verona, Via dei Mutilati, 4
Ingresso gratuito su prenotazione: info@accademiafilarmonica.org 045.8005616
Replica promossa e ospitata da Accademia Filarmonica di Verona, con l’introduzione musicale di Marta Hernandez Santos (corno inglese)

Lezione recitata –“ENEA PROFUGO”
di Franco Pezzini, con Andrea Caimmi

Ai nostri giorni di fronte a immagini di colonne di profughi, sensi d’identità minacciate, difficoltà di integrazioni culturali, crisi economica e crisi climatica, è ricorrente la sensazione di trovarci davanti a una situazione inedita, per cui non saremmo dotati di categorie adeguate: ed è provocatorio pensare che invece proprio i grandi poemi alla base della cultura occidentale già evochino un quadro di situazioni e di problemi non troppo dissimile. E se non ci forniscono risposte preconfezionate, aiutano a ragionare su quale categoria-futuro pensiamo di ridisegnare tutti assieme.
Nata su commissione di un principe ambizioso per celebrare una nuova età dell’oro, l’Eneide si sviluppa nel segno di una ben più profonda ricerca interiore, che resta incompiuta per la morte di Virgilio ma forse anche per l’impossibilità di conciliare presupposti ed esiti. La lettura trionfalistica e grevemente ideologica di grande poema imperiale con cui verrà pubblicata contro la volontà dell’autore, e spacciata ancora per lungo tempo come interpretazione unica, si confronta in realtà con un quadro piuttosto diverso sottostante, e con un disagio dove la crisi di Virgilio si specchia in quella del tempo remoto del suo eroe. Lontano da ogni caricatura di marmo, Enea col suo popolo è un profugo allo sbando nel più grave collasso di sistema del mondo antico, quello che travolge l’età del bronzo (circa 1200-1150 a.C.): una crisi – climatica, politica, economica, culturale, religiosa – che dai Balcani al Caucaso, dall’Egeo al Nord Africa, dall’Anatolia giù per tutto il Levante e con ricadute fino al Mediterraneo occidentale vede migrazioni coatte, crolli d’imperi e nascite faticose di nuovi assetti, ibridazioni culturali improvvisamente accelerate e naturalmente recezione di tanto trauma nei miti.

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Lezioni Recitate è un progetto nato nel 2011; promosso da Consiglio Regionale del Piemonte – Comitato Resistenza e Costituzione, è stato realizzato dalla Compagnia Marco Gobetti in collaborazione con il Centro studi Piero Gobetti; e successivamente con Unione culturale Franco Antonicelli, Parco Paleontologico Astigiano, ASTISS – Polo Universitario Asti Studi Superiori, Istituto di studi storici Gaetano Salvemini.

Dal 2016 il repertorio delle Lezioni Recitate si è arricchito, andando a toccare – oltre alla storia – la disciplina dell’archeologia; nel 2018 i titoli in repertorio diventano undici, con l’allestimento – pure nell’ambito del progetto “Riprendo la Storia – Conflitti, lavoro e migrazioni dalle Langhe al mondo” – di quattro nuove lezioni recitate, ascrivibili alla storia, all’archeologia, alla letteratura e all’antropologia.

15 novembre 2019 – La lezione recitata “FRANCO ANTONICELLI – L’inesorabile determinazione a vivere e migliorare il presente” a Torino, in occasione dell’intitolazione di Piazzetta Franco Antonicelli

Prove pubbliche di fronte al Polo del '900 (ottobre 2019), in vista del debutto del 15 novembre 2019, con l'interpretazione di Diego Coscia, in occasione dell'intitolazione di Piazzetta Franco Antonicelli

Prove pubbliche di fronte al Polo del ‘900 (ottobre 2019), in vista del debutto del 15 novembre 2019, con l’interpretazione di Diego Coscia, in occasione dell’intitolazione di Piazzetta Franco Antonicelli

Lezione recitata
FRANCO ANTONICELLI
L’inesorabile determinazione a vivere e migliorare il presente

di Leonardo Casalino
con Diego Coscia

una produzione di
Compagnia Marco Gobetti
in collaborazione con
Unione culturale Franco Antonicelli – partner Polo del ‘900

15 novembre 2019, h 12.00, Polo del ‘900, Via del Carmine 14, Torino
Ingresso libero

Replica promossa da Fondazione Polo del ‘900 nell’ambito di “Torino intitola Piazzetta Franco Antonicelli” – info: https://urly.it/335_1
Scarica l’invito all’evento: https://urly.it/335_k

SINOSSI DELLA LEZIONE | La vita di Franco Antonicelli: la giovinezza sotto il regime, la scelta antifascista, la militanza nei movimenti liberali, la presidenza del CLN piemontese, l’attività di intellettuale a tutto tondo (insegnante, giornalista, letterato, organizzatore culturale, fondatore nel Dopoguerra, tra le altre istituzioni, dell’Unione Culturale, dell’Istituto storico della Resistenza in Piemonte, dell’Archivio nazionale cinematografico della Resistenza, del Centro studi Piero Gobetti), sino all’impegno politico e parlamentare nel gruppo della Sinistra indipendente.
Una biografia esemplare, ispirata ai valori della Resistenza, della democrazia e del rispetto dei principi costituzionali, ripercorrendo la quale è possibile affrontare le principali tappe della storia del Novecento italiano.

Dettagli: https://urly.it/335_m

(Il testo della lezione è pubblicato nel volume Aa. Vv. In sintonia con il presente – Franco Antonicelli tra politica e cultura – A cura di Diego Guzzi Edizioni SEB27, Torino 2019)

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Lezioni Recitate è un progetto nato nel 2011; promosso da Consiglio Regionale del Piemonte – Comitato Resistenza e Costituzione, è stato realizzato dalla Compagnia Marco Gobetti in collaborazione con il Centro studi Piero Gobetti; e successivamente con Unione culturale Franco Antonicelli, Parco Paleontologico Astigiano, ASTISS – Polo Universitario Asti Studi Superiori, Istituto di studi storici Gaetano Salvemini.

Dal 2016 il repertorio delle Lezioni Recitate si è arricchito, andando a toccare – oltre alla storia – la disciplina dell’archeologia; nel 2018 i titoli in repertorio diventano undici, con l’allestimento – pure nell’ambito del progetto “Riprendo la Storia – Conflitti, lavoro e migrazioni dalle Langhe al mondo” – di quattro nuove lezioni recitate, ascrivibili alla storia, all’archeologia, alla letteratura e all’antropologia. Nel 2019, con “GIAN RENZO MORTEO | Fare a pezzi il teatro” per la prima volta una “lezione recitata” affronta il tema stesso del teatro (o dello “specifico teatrale”, per usare le parole di GRM).

21 ottobre 2019 – La lezione recitata “Gian Renzo Morteo | Fare a pezzi il teatro” al Teatro Gobetti di Torino

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Lezione recitata

“Gian Renzo Morteo | Fare a pezzi il teatro”

di e con Marco Gobetti, sulla base di testimonianze e ricerche di Giovanni Moretti

Co-direzione di Diego Coscia e Beppe Turletti

Compagnia Marco Gobetti in collaborazione con Istituto per i Beni Marionettistici e il Teatro Popolare

“Gian Renzo Morteo | Fare a pezzi il teatro – lezione recitata” è andata in scena in anteprima il 21 ottobre 2019, alle h 20.45, al Teatro Gobetti (Via Rossini 8, Torino), nell’ambito di “UNA CERTA IDEA DI TEATRO – Gian Renzo Morteo trent’anni dopo” (dettagli in www.gianrenzomorteo.com e nel comunicato stampa relativo: http://tiny.cc/mqy7cz).
L’anteprima – preceduta alle h 20.00 dalla presentazione del volume di G.R.M. Ipotesi sulla nozione di teatro riedito da Edizioni Seb27 e a ingresso libero con prenotazione via mail (lezionerecitatagrm@gmail.com) – è particolarmente dedicata agli studenti universitari e di scuole di recitazione, oltre che a docenti di ogni ordine e grado; ai partecipanti all’incontro, riconosciuto come attività di formazione dei docenti, viene rilasciato un attestato valido per la formazione in servizio (direttiva MIUR 170 – 21/03/2016).

Dettagli: https://urly.it/32xjh 
e
https://urly.it/335-y

Sinossi
Gian Renzo Morteo – nato a Rivarolo Ligure nel 1924 e morto a Torino nel 1989 – fu storico e teorico del teatro, traduttore e redattore della Collana di teatro Einaudi, per anni direttore e addetto alle attività culturali del Teatro Stabile di Torino, docente di Storia del Teatro all’Università di Torino, drammaturgo; ma fu soprattutto indagatore curioso e instancabile del teatro nelle sue infinite, possibili declinazioni: «è un grave errore» scriveva «sottovalutare e non prendere in esame le forme considerate di solito “inferiori” di spettacolo». La lezione recitata GIAN RENZO MORTEO – FARE A PEZZI IL TEATRO dipinge uno spazio da cui e per cui si levano, fra tutte, le voci di Marx, Artaud, Platone, Aristotele, Ionesco: brani tra i più amati e “usati” da Morteo, calati in una città insieme teorica e reale, imperfetta, discontinua, utilmente sporca, le cui vie sono praticabili solo in modo avventuroso. Un luogo in cui occorre vagare, aprire le porte ed entrare nelle case: solo così si possono «guardare le facce dei poeti». Una antologia scenica incastonata nel pensiero chiaro e magistralmente sintetico dell’autore di Ipotesi sulla nozione di teatro: un pensiero oggi quanto mai prezioso, che ci spinge a indagare sulla natura sociale e intrinsecamente pedagogica del teatro. E a interrogarci sulla sua utilità politica: sul bisogno, insomma, che ne ha la πόλις; anche per tornare a riconoscere i propri stessi bisogni.

Perché una “lezione recitata” su Gian Renzo Morteo?

Per riflettere, divertendosi, sulla natura del teatro, percorrendo la vita e il pensiero di un uomo curioso, colto e geniale, cui tanto deve la storia del teatro. Per entrare e uscire da una città fantastica eppure profondamente concreta, in cui si azzera ogni distanza spaziale e temporale; e in cui tanto una miriade di gente raffreddata, quanto un bimbo che gioca o una donna che sta per partorire, possono celare segreti insieme tremendi e meravigliosi. Per scoprire che non esiste né mai esisterà un solo “teatro”. Per acquisire spunti di riflessione sul rapporto fra scrittura e oralità; e su quello fra teatro, cinema e televisione. Per conoscere quali sono gli elementi senza i quali nessun “teatro” può esistere, stupendoci di quanto profondamente la scoperta ci riguardi, anche nel caso in cui nulla abbiamo mai avuto a che fare con alcun “teatro”.

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Lezioni Recitate è un progetto nato nel 2011; promosso da Consiglio Regionale del Piemonte – Comitato Resistenza e Costituzione, è stato realizzato dalla Compagnia Marco Gobetti in collaborazione con il Centro studi Piero Gobetti; e successivamente con Unione culturale Franco Antonicelli, Parco Paleontologico Astigiano, ASTISS – Polo Universitario Asti Studi Superiori, Istituto di studi storici Gaetano Salvemini.

Dal 2016 il repertorio delle Lezioni Recitate si è arricchito, andando a toccare – oltre alla storia – la disciplina dell’archeologia; nel 2018 i titoli in repertorio diventano undici, con l’allestimento – pure nell’ambito del progetto “Riprendo la Storia – Conflitti, lavoro e migrazioni dalle Langhe al mondo” – di quattro nuove lezioni recitate, ascrivibili alla storia, all’archeologia, alla letteratura e all’antropologia. Nel 2019, con “GIAN RENZO MORTEO | Fare a pezzi il teatro” per la prima volta una “lezione recitata” affronta il tema stesso del teatro (o dello “specifico teatrale”, per usare le parole di GRM).