31 marzo 2017 | “Vittorio Foa – Pensare il mondo con curiosità” a Formia, presso il Teatro Remigio Paone

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Venerdì 31 marzo 2017 alle h 10.00, con ingresso libero e gratuito, presso il Teatro Remigio Paone di Formia, va in scena la lezione recitata VITTORIO FOA – PENSARE IL MONDO CON CURIOSITÀ; il testo, dello storico Leonardo Casalino (Professeur des universités en études italiennes à l’Université Grenoble Alpes), è interpretato da Marco Gobetti, attore dell’omonima compagnia. Al dibattito successivo interverrà il sindaco Sandro Bartolomeo.
La replica, promossa dal Comune di Formia, è dedicata agli Studenti delle Scuole Secondarie Superiori di II grado di Formia e alla Cittadinanza

Vittorio Foa (1910-2008) è stato un protagonista della storia del Novecento. La lezione ricostruisce le fasi più importanti della sua vita: la formazione a Torino, la cospirazione in GL, la lunga carcerazione, la partecipazione alla Resistenza e alla Costituente, l’attività come sindacalista e come uomo politico, sino all’intensa opera di scrittura degli ultimi vent’anni. Filo conduttore della lezione su Vittorio Foa sono proprio i suoi testi e le sue azioni: punto di arrivo e di partenza i suoi inviti a pensare tenendo conto delle differenze, a trasformare gli ostacoli in opportunità, a “conoscere le cose” ma anche “il modo di raccontarle”: a porsi il problema della trasmissione della conoscenza. La proposta di una memoria attiva, necessaria per capire il presente e costruire il futuro.

Vittorio Foa – Pensare il mondo con curiosità debuttò a Torino nel 2014, nell’ambito del progetto Lezioni Recitate (www.lezionirecitate.wordpress.com).
Lezioni recitate è un progetto nato nel 2011; promosso da Consiglio Regionale del Piemonte – Comitato Resistenza e Costituzione, è stato realizzato dall’Ass. cult. Compagnia Marco Gobetti in collaborazione con Centro studi Piero Gobetti, Unione culturale Franco Antonicelli, Parco Paleontologico Astigiano e Polo Univeristario Asti Studi Superiori.

I primi testi scritti per il progetto Lezioni Recitate sono pubblicati nel volume Lezioni recitabili, di Leonardo Casalino, a cura di Gabriela Cavaglià e Marco Gobetti, Edizioni SEB27 (http://www.seb27.it/content/lezioni-recitabili).

30 marzo 2017 | “Giaime e Luigi Pintor – Agire in modo utile” a Roma, nella Casa della Memoria e della Storia

Giovedì 30 marzo 2017 alle h 18.00, con ingresso libero e gratuito, presso la Casa della Memoria e della Storia (Via San Francesco di Sales, 5 Roma), va in scena la lezione recitata “Giaime e Luigi Pintor – Agire in modo utile”; il testo, dello storico Leonardo Casalino (Professeur des universités en études italiennes à l’Université Grenoble Alpes), è interpretato da Marco Gobetti, attore dell’omonima compagnia. Al dibattito che seguirà interverrà – insieme a Leonardo Casalino – Carlo Ferrucci, nipote di Giaime e Luigi Pintor e autore di “La mina tedesca – Il vero romanzo di Giaime Pintor”.
“Giaime e Luigi Pintor – Agire in modo utile” debuttò a Torino nel 2012, nell’ambito del progetto Lezioni Recitate (www.lezionirecitate.wordpress.com).

Giovane brillante intellettuale, protagonista dell’attività editoriale della casa editrice Einaudi, la figura di Giaime Pintor (1919-1943) è spesso stata assorbita dalla sua morte agli albori della Resistenza italiana. La lezione vuole invece tracciare la figura di un personaggio meno lineare e ben più complesso, esempio di una nozione del rapporto tra intellettuali e politica fondata sul carattere critico, si potrebbe dire illuministico, del contributo della cultura alla lotta politica. Al centro della sua vita vi è stata la Seconda Guerra mondiale, chiave di volta di un intero periodo storico e punto di partenza per la riconsiderazione del ruolo dell’intellettuale, come egli spiegherà a suo fratello Luigi nella sua ultima lettera. Una lettera destinata a pesare non poco nelle scelte di Luigi Pintor (1925-2003), il quale diventerà partigiano nella Roma occupata dai nazisti e sarà arrestato e condannato a morte. L’arrivo in città degli americani lo salverà e Luigi potrà cominciare la sua esperienza di militante comunista e di apprezzato giornalista de “L’Unità”. Nel 1969 sarà radiato dal partito per essere stato uno dei promotori della rivista “Il Manifesto”. Nel 1971 sarà il fondatore de “Il Manifesto quotidiano” di cui rimarrà la firma più importante e amata sino alla morte nel 2003. Negli ultimi anni della sua vita Luigi Pintor pubblicherà quattro brevi romanzi, in cui le sue straordinarie qualità di scrittura delineeranno la figura di un uomo pervaso da un senso tragico della vita mai separato, però, dalla passione per l’impegno politico e la lotta per la difesa dei diritti dei più deboli. La lezione, dunque, a partire dalle pagine più belle scritte da Giaime e Luigi, racconta la vita di due fratelli che grazie al loro rigore intellettuale hanno fornito un esempio di quanto sia importante il legame tra la politica e la cultura.

Lezioni recitate è un progetto nato nel 2011; promosso da Consiglio Regionale del Piemonte – Comitato Resistenza e Costituzione, è stato realizzato dall’Ass. cult. Compagnia Marco Gobetti in collaborazione con il Centro studi Piero Gobetti; e, più recentemente, con Unione culturale Franco Antonicelli, Parco Paleontologico Astigiano, Polo Univeristario Asti Studi Superiori.

I primi testi scritti per il progetto Lezioni Recitate sono pubblicati nel volume Lezioni recitabili, di Leonardo Casalino, a cura di Gabriela Cavaglià e Marco Gobetti, Edizioni SEB27 (http://www.seb27.it/content/lezioni-recitabili).

 

 

17 marzo 2017 | “La scoperta dell’antichità dell’uomo” al Museo Paleontologico di Asti, per gli studenti del Liceo I. Newton di Chivasso

Venerdì 17 marzo 2017 – h 14.00
Museo Paleontologico Territoriale dell’Astigiano
Palazzo del Michelerio – Corso Alfieri 318, Asti
Replica per gli Studenti del Liceo classico scientifico Isaac Newton di Chivasso, promossa da Parco Paleontologico Astigiano

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LA SCOPERTA DELL’ANTICHITÀ DELL’UOMO
Che cosa significa per ognuno di noi? Chi l’ha resa possibile?

Testo di Valentina Cabiale
Regia e recitazione di Marco Gobetti
Supervisione scientifica di Piero Damarco (Museo Paleontologico Territoriale dell’Astigiano), Daniele Ormezzano (Museo Regionale di Scienze Naturali), Francesco Scalfari (Polo Universitario di Asti Studi Superiori)
Organizzazione e promozione: Parco Paleontologico Astigiano
Realizzazione: Associazione culturale Compagnia Marco Gobetti
Selezione immagini in collaborazione con: CAMERA – Centro Italiano per la Fotografia
E con la collaborazione di: UNIASTISS (Polo Universitario Asti Studi Superiori) e Progetto culturale della Diocesi di Asti
Patrocinio e sostegno di: Presidenza del Consiglio Regionale del Piemonte

Per lungo tempo non ci si è preoccupati di stabilire a quando risalisse l’origine dell’uomo. I miti delle origini sono generalmente vaghi in termini cronologici, e da essi l’età dell’uomo può essere calcolata solo in modo indiretto e approssimativo. Ad esempio i testi biblici, presi alla lettera, sembravano indicare che la storia dell’uomo (e della terra) non coprisse un periodo maggiore di 6000 anni. Le scoperte scientifiche e paleontologiche e archeologiche che si sono succedute in ambito occidentale a partire dalla metà del XIX secolo hanno portato, in questo campo, a un ampliamento temporale enorme. Oggi esistono prove che i diretti antenati dell’uomo moderno siano comparsi in Africa intorno a 2,5 milioni di anni fa, mentre i primi Homo sapiens probabilmente sono apparsi circa 200.000 anni fa. Come si è arrivati alla scoperta dell’antichità dell’uomo? Cosa cambia, per ognuno di noi, sapersi più antico? E’ importante conoscere quanto lunga o breve, lineare o complessa sia la storia dei nostri discendenti? E’ possibile conciliare la conoscenza scientifica con i miti? La scoperta di questa antichità è stata graduale e contrastata. Qui si tenta di raccontarla attraverso le storie degli uomini che l’hanno resa possibile. È un modo per descrivere il rapporto di noi uomini e donne contemporanei con il passato e, in ultima analisi, con l’altro e gli altrove temporali e geografici.

La lezione recitata “La scoperta dell’antichità dell’uomo” è organizzata e promossa dal Parco Paleontologico Astigiano; realizzata dall’Ass. cult. Compagnia Marco Gobetti, si avvale del Patrocinio e del sostegno della Presidenza del Consiglio Regionale del Piemonte, della collaborazione di CAMERA – Centro Italiano per la Fotografia, di UNIASTISS e del Progetto culturale della Diocesi di Asti.

LEZIONI RECITATE (www.lezionirecitate.wordpress.com), progetto ideato e diretto da L. Casalino, G. Cavaglià e M. Gobetti e sinora dedicato a figure della storia del ‘900, con “La scoperta dell’antichità dell’uomo” si amplia, andando a toccare le discipline dell’archeologia, della paleontologia e dell’antropologia; “La scoperta dell’antichità dell’uomo” inaugura la serie di lezioni “Scavi popolari” e si inserisce nel percorso 2016 di Dal Monferrato al mondo passando per l’Etiopia.

Giovedì 9 febbraio 2017 – “Vittorio Foa – Pensare il mondo con curiosità” a Roma, nella Casa della Memoria e della Storia

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Giovedì 9 febbraio 2017 alle h 18.00, con ingresso libero e gratuito, presso la Casa della Memoria e della Storia (Via San Francesco di Sales, 5 Roma), va in scena la lezione recitata VITTORIO FOA – PENSARE IL MONDO CON CURIOSITÀ; il testo, dello storico Leonardo Casalino (Professeur des universités en études italiennes à l’Université Grenoble Alpes), è interpretato da Marco Gobetti, attore dell’omonima compagnia. Al dibattito che seguirà interverranno Anna e Bettina Foa.

Vittorio Foa (1910-2008) è stato un protagonista della storia del Novecento. La lezione ricostruisce le fasi più importanti della sua vita: la formazione a Torino, la cospirazione in GL, la lunga carcerazione, la partecipazione alla Resistenza e alla Costituente, l’attività come sindacalista e come uomo politico, sino all’intensa opera di scrittura degli ultimi vent’anni. Filo conduttore della lezione su Vittorio Foa sono proprio i suoi testi e le sue azioni: punto di arrivo e di partenza i suoi inviti a pensare tenendo conto delle differenze, a trasformare gli ostacoli in opportunità, a “conoscere le cose” ma anche “il modo di raccontarle”: a porsi il problema della trasmissione della conoscenza. La proposta di una memoria attiva, necessaria per capire il presente e costruire il futuro.

Vittorio Foa – Pensare il mondo con curiosità debuttò a Torino nel 2014, nell’ambito del progetto Lezioni Recitate (www.lezionirecitate.wordpress.com).
Lezioni recitate è un progetto nato nel 2011; promosso da Consiglio Regionale del Piemonte – Comitato Resistenza e Costituzione, è stato realizzato dall’Ass. cult. Compagnia Marco Gobetti in collaborazione con Centro studi Piero Gobetti, Unione culturale Franco Antonicelli, Parco Paleontologico Astigiano e Polo Univeristario Asti Studi Superiori.

I primi testi scritti per il progetto Lezioni Recitate sono pubblicati nel volume Lezioni recitabili, di Leonardo Casalino, a cura di Gabriela Cavaglià e Marco Gobetti, Edizioni SEB27 (http://www.seb27.it/content/lezioni-recitabili).

Giovedì 26 gennaio 2017 – “La scoperta dell’antichità dell’uomo” ad Asti

Giovedì 26 gennaio 2017 – h 15.30
Museo Paleontologico Territoriale dell’Astigiano
Palazzo del Michelerio – Corso Alfieri 318, Asti
Replica per gli iscritti all’Università delle Tre Età, promossa da Parco Paleontologico Astigiano

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LA SCOPERTA DELL’ANTICHITÀ DELL’UOMO
Che cosa significa per ognuno di noi? Chi l’ha resa possibile?

Testo di Valentina Cabiale
Regia e recitazione di Marco Gobetti
Supervisione scientifica di Piero Damarco (Museo Paleontologico Territoriale dell’Astigiano), Daniele Ormezzano (Museo Regionale di Scienze Naturali), Francesco Scalfari (Polo Universitario di Asti Studi Superiori)
Organizzazione e promozione: Parco Paleontologico Astigiano
Realizzazione: Associazione culturale Compagnia Marco Gobetti
Selezione immagini in collaborazione con: CAMERA – Centro Italiano per la Fotografia
E con la collaborazione di: UNIASTISS (Polo Universitario Asti Studi Superiori) e Progetto culturale della Diocesi di Asti
Patrocinio e sostegno di: Presidenza del Consiglio Regionale del Piemonte

Per lungo tempo non ci si è preoccupati di stabilire a quando risalisse l’origine dell’uomo. I miti delle origini sono generalmente vaghi in termini cronologici, e da essi l’età dell’uomo può essere calcolata solo in modo indiretto e approssimativo. Ad esempio i testi biblici, presi alla lettera, sembravano indicare che la storia dell’uomo (e della terra) non coprisse un periodo maggiore di 6000 anni. Le scoperte scientifiche e paleontologiche e archeologiche che si sono succedute in ambito occidentale a partire dalla metà del XIX secolo hanno portato, in questo campo, a un ampliamento temporale enorme. Oggi esistono prove che i diretti antenati dell’uomo moderno siano comparsi in Africa intorno a 2,5 milioni di anni fa, mentre i primi Homo sapiens probabilmente sono apparsi circa 200.000 anni fa. Come si è arrivati alla scoperta dell’antichità dell’uomo? Cosa cambia, per ognuno di noi, sapersi più antico? E’ importante conoscere quanto lunga o breve, lineare o complessa sia la storia dei nostri discendenti? E’ possibile conciliare la conoscenza scientifica con i miti? La scoperta di questa antichità è stata graduale e contrastata. Qui si tenta di raccontarla attraverso le storie degli uomini che l’hanno resa possibile. È un modo per descrivere il rapporto di noi uomini e donne contemporanei con il passato e, in ultima analisi, con l’altro e gli altrove temporali e geografici.

La lezione recitata “La scoperta dell’antichità dell’uomo” è organizzata e promossa dal Parco Paleontologico Astigiano; realizzata dall’Ass. cult. Compagnia Marco Gobetti, si avvale del Patrocinio e del sostegno della Presidenza del Consiglio Regionale del Piemonte, della collaborazione di CAMERA – Centro Italiano per la Fotografia, di UNIASTISS e del Progetto culturale della Diocesi di Asti.

LEZIONI RECITATE (www.lezionirecitate.wordpress.com), progetto ideato e diretto da L. Casalino, G. Cavaglià e M. Gobetti e sinora dedicato a figure della storia del ‘900, con “La scoperta dell’antichità dell’uomo” si amplia, andando a toccare le discipline dell’archeologia, della paleontologia e dell’antropologia; “La scoperta dell’antichità dell’uomo” inaugura la serie di lezioni “Scavi popolari” e si inserisce nel percorso 2016 di Dal Monferrato al mondo passando per l’Etiopia.

Lunedì 14 novembre 2016 -“La scoperta dell’antichità dell’uomo” ad Alba

Lunedì 14 novembre 2016 – h 18.30 ingresso gratuito – Dettagli: http://bit.ly/2fINLFq
Sala Maccario del Museo civico archeologico e di scienze naturali Federico Eusebio
Via Vittorio Emanuele 19 – Alba
Replica per la cittadinanza, promossa da “Ambiente & Cultura” e Museo civico Federico Eusebio

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LA SCOPERTA DELL’ANTICHITÀ DELL’UOMO
Che cosa significa per ognuno di noi? Chi l’ha resa possibile?

Testo di Valentina Cabiale
Regia e recitazione di Marco Gobetti
Supervisione scientifica di Piero Damarco (Museo Paleontologico Territoriale dell’Astigiano), Daniele Ormezzano (Museo Regionale di Scienze Naturali), Francesco Scalfari (Polo Universitario di Asti Studi Superiori)
Organizzazione e promozione: Parco Paleontologico Astigiano
Realizzazione: Associazione culturale Compagnia Marco Gobetti
Selezione immagini in collaborazione con: CAMERA – Centro Italiano per la Fotografia
E con la collaborazione di: UNIASTISS (Polo Universitario Asti Studi Superiori) e Progetto culturale della Diocesi di Asti
Patrocinio di: Presidenza del Consiglio Regionale del Piemonte

Per lungo tempo non ci si è preoccupati di stabilire a quando risalisse l’origine dell’uomo. I miti delle origini sono generalmente vaghi in termini cronologici, e da essi l’età dell’uomo può essere calcolata solo in modo indiretto e approssimativo. Ad esempio i testi biblici, presi alla lettera, sembravano indicare che la storia dell’uomo (e della terra) non coprisse un periodo maggiore di 6000 anni. Le scoperte scientifiche e paleontologiche e archeologiche che si sono succedute in ambito occidentale a partire dalla metà del XIX secolo hanno portato, in questo campo, a un ampliamento temporale enorme. Oggi esistono prove che i diretti antenati dell’uomo moderno siano comparsi in Africa intorno a 2,5 milioni di anni fa, mentre i primi Homo sapiens probabilmente sono apparsi circa 200.000 anni fa. Come si è arrivati alla scoperta dell’antichità dell’uomo? Cosa cambia, per ognuno di noi, sapersi più antico? E’ importante conoscere quanto lunga o breve, lineare o complessa sia la storia dei nostri discendenti? E’ possibile conciliare la conoscenza scientifica con i miti? La scoperta di questa antichità è stata graduale e contrastata. Qui si tenta di raccontarla attraverso le storie degli uomini che l’hanno resa possibile. È un modo per descrivere il rapporto di noi uomini e donne contemporanei con il passato e, in ultima analisi, con l’altro e gli altrove temporali e geografici.

La lezione recitata “La scoperta dell’antichità dell’uomo” è organizzata e promossa dal Parco Paleontologico Astigiano; realizzata dall’Ass. cult. Compagnia Marco Gobetti, si avvale del Patrocinio e del sostegno della Presidenza del Consiglio Regionale del Piemonte, della collaborazione di CAMERA – Centro Italiano per la Fotografia, di UNIASTISS e del Progetto culturale della Diocesi di Asti.

LEZIONI RECITATE (www.lezionirecitate.wordpress.com), progetto ideato e diretto da L. Casalino, G. Cavaglià e M. Gobetti e sinora dedicato a figure della storia del ‘900, con “La scoperta dell’antichità dell’uomo” si amplia, andando a toccare le discipline dell’archeologia, della paleontologia e dell’antropologia; “La scoperta dell’antichità dell’uomo” inaugura la serie di lezioni “Scavi popolari” e si inserisce nel percorso 2016 di Dal Monferrato al mondo passando per l’Etiopia.

Venerdì 14 ottobre 2016 – lezione recitata “La scoperta dell’antichità dell’uomo” per gli studenti del Liceo Martinetti di Caluso

Venerdì 14 ottobre 2016 h 10.40
Liceo Martinetti – Caluso (TO)
Replica per gli studenti del Liceo Martinetti, promossa dal Parco Paleontologico Astigiano

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LA SCOPERTA DELL’ANTICHITÀ DELL’UOMO
Che cosa significa per ognuno di noi? Chi l’ha resa possibile?

Testo di Valentina Cabiale
Regia e recitazione di Marco Gobetti
Supervisione scientifica di Piero Damarco (Museo Paleontologico Territoriale dell’Astigiano), Daniele Ormezzano (Museo Regionale di Scienze Naturali), Francesco Scalfari (Polo Universitario di Asti Studi Superiori)
Organizzazione e promozione: Parco Paleontologico Astigiano
Realizzazione: Associazione culturale Compagnia Marco Gobetti
Selezione immagini in collaborazione con: CAMERA – Centro Italiano per la Fotografia
E con la collaborazione di: UNIASTISS (Polo Universitario Asti Studi Superiori) e Progetto culturale della Diocesi di Asti
Patrocinio di: Presidenza del Consiglio Regionale del Piemonte

Per lungo tempo non ci si è preoccupati di stabilire a quando risalisse l’origine dell’uomo. I miti delle origini sono generalmente vaghi in termini cronologici, e da essi l’età dell’uomo può essere calcolata solo in modo indiretto e approssimativo. Ad esempio i testi biblici, presi alla lettera, sembravano indicare che la storia dell’uomo (e della terra) non coprisse un periodo maggiore di 6000 anni. Le scoperte scientifiche e paleontologiche e archeologiche che si sono succedute in ambito occidentale a partire dalla metà del XIX secolo hanno portato, in questo campo, a un ampliamento temporale enorme. Oggi esistono prove che i diretti antenati dell’uomo moderno siano comparsi in Africa intorno a 2,5 milioni di anni fa, mentre i primi Homo sapiens probabilmente sono apparsi circa 200.000 anni fa. Come si è arrivati alla scoperta dell’antichità dell’uomo? Cosa cambia, per ognuno di noi, sapersi più antico? E’ importante conoscere quanto lunga o breve, lineare o complessa sia la storia dei nostri discendenti? E’ possibile conciliare la conoscenza scientifica con i miti? La scoperta di questa antichità è stata graduale e contrastata. Qui si tenta di raccontarla attraverso le storie degli uomini che l’hanno resa possibile. È un modo per descrivere il rapporto di noi uomini e donne contemporanei con il passato e, in ultima analisi, con l’altro e gli altrove temporali e geografici.

La lezione recitata “La scoperta dell’antichità dell’uomo” è organizzata e promossa dal Parco Paleontologico Astigiano; realizzata dall’Ass. cult. Compagnia Marco Gobetti, si avvale del Patrocinio e del sostegno della Presidenza del Consiglio Regionale del Piemonte, della collaborazione di CAMERA – Centro Italiano per la Fotografia, di UNIASTISS e del Progetto culturale della Diocesi di Asti.

LEZIONI RECITATE (www.lezionirecitate.wordpress.com), progetto ideato e diretto da L. Casalino, G. Cavaglià e M. Gobetti e sinora dedicato a figure della storia del ‘900, con “La scoperta dell’antichità dell’uomo” si amplia, andando a toccare le discipline dell’archeologia, della paleontologia e dell’antropologia; “La scoperta dell’antichità dell’uomo” inaugura la serie di lezioni “Scavi popolari” e si inserisce nel percorso 2016 di Dal Monferrato al mondo passando per l’Etiopia.