Le lezioni recitate per la stagione 2019/20

Nate per gli studenti delle scuole secondari di secondo grado e per ogni genere di pubblico adulto, le LEZIONI RECITATE sono state replicate e possono essere rappresentate ovunque: nelle aule delle scuole o in luoghi che raccolgano più classi, in auditorium, teatri di ogni dimensione e sale piccole o grandi, biblioteche, centri di studio o di incontro, bar, librerie, piazze o strade pedonali.
Le repliche vengono realizzate, a cachet fissi e abbattuti, su tutto il territorio nazionale. Periodicamente, nella stagione 2019/20, si realizzeranno repliche a biglietto unico presso il Teatro Provvidenza (Via Asinari di Bernezzo 34) e l’Unione culturale Franco Antonicelli (Via Cesare Battisti 4), a Torino, tese a fare convergere la partecipazione di gruppi eterogenei di studenti e cittadinanza.
Qui i dettagli, con schede artistiche e modalità operative di rappresentazione lezione per lezione.
Qui sotto e in .pdf a questo indirizzo, l’elenco delle lezioni in repertorio con crediti, collegamenti tematici e sinossi.

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LE “LEZIONI RECITATE” IN REPERTORIO

approfondimenti/schede singole

elenco in pdf

ARMARE IL CONFINE – Chiudere le frontiere per aprirsi al conflitto: retorica e propaganda dalle trincee ai tempi di Frontex – lezione recitata di e con Anna Delfina Arcostanzo

Area: Antropologia – Produzione: 2018 – Compagnia Marco Gobetti, in collaborazione con Istituto di studi storici Gaetano Salvemini – Partner Polo del ‘900 e Associazione Turismo in Langa
Legame con ricorrenze, personaggi e tematiche: migranti e profughi e il loro status (ricorrenza 20 giugno: Giornata mondiale del rifugiato) |  dichiarazione Schuman – (con ricorrenza il 9 maggio: festa dell’Europa) | muro di Berlino (ricorrenza 9 novembre, “Giorno della libertà“, il 9 novembre 1989 iniziò l’abbattimento) | muro in Cisgiordania (9 luglio 2004 – Parere della Corte Internazionale di Giustizia, il muro è “contrario al diritto internazionale”) | Genocidio Rwanda (con ricorrenza il 7 aprile – Giorno della Memoria in Rwanda) | Nato e Jugoslavia (ricorrenza 11-12 luglio 1995 – Massacro di Srebrenica) | Razza, etnia, cultura (ricorrenza 21 maggio – Giornata mondiale della diversità culturale per il dialogo e lo sviluppo) | Retorica e propaganda | Colonialismo in Africa | Identità e alterità | …

Pubblicazione: in Conflitti, lavoro e migrazioni – Quattro “Lezioni recitate”, di Anna Delfina Arcostanzo, Valentina Cabiale, Leonardo Casalino, Franco Pezzini – A cura di Marco Brunazzi e Marco Gobetti – Edizioni SEB27, Torino 2018

 

CONFLICT ARCHAEOLOGY – Quel che resta della Grande Guerra – lezione recitata di Valentina Cabiale, con Giuliano Comin

Area: Archeologia – Produzione: 2018 – Compagnia Marco Gobetti, in collaborazione con Istituto di studi storici Gaetano Salvemini – Partner Polo del ‘900 e Associazione Turismo in Langa

Legame con ricorrenze, personaggi e tematiche: Grande Guerra | ritrovamento del corpo dell’alpino Rodolfo Beretta | Alan Fournier, scrittore | Guerra Bianca | postazione di Punta Linke | Senso di un’archeologia del moderno | Giornate europee dell’archeologia (14,15,16 giugno) | Dino Buzzati | Enrico Giannichedda | Bruce Chatwin …

Pubblicazione: in Conflitti, lavoro e migrazioni – Quattro “Lezioni recitate”, di Anna Delfina Arcostanzo, Valentina Cabiale, Leonardo Casalino, Franco Pezzini – A cura di Marco Brunazzi e Marco Gobetti – Edizioni SEB27, Torino 2018

 

ENEA PROFUGO – lezione recitata di Franco Pezzini, con Andrea Caimmi

Area: Letteratura – Produzione: 2018 – Compagnia Marco Gobetti, in collaborazione con Istituto di studi storici Gaetano Salvemini – Partner Polo del ‘900 e Associazione Turismo in Langa

Legame con ricorrenze, personaggi e tematiche: Publio Virgilio Marone, Nascita: 15 ottobre 70 avanti Cristo, Virgilio

Decesso: 21 settembre 19 avanti Cristo, Brindisi | migranti e profughi e il loro status (ricorrenza 20 giugno: Giornata mondiale del rifugiato) |(fine età del bronzo come) crisi di sistema | Retorica e propaganda | Identità e alterità | Eneide televisiva (Rai 1971)| …
Pubblicazione: in Conflitti, lavoro e migrazioni – Quattro “Lezioni recitate”, di Anna Delfina Arcostanzo, Valentina Cabiale, Leonardo Casalino, Franco Pezzini – A cura di Marco Brunazzi e Marco Gobetti – Edizioni SEB27, Torino 2018

 

MERIDIONE, LAVORO, MIGRAZIONE, GUERRE ED ESILIO: SALVEMINI E I CONFLITTI DEL ‘900 – lezione recitata di Leonardo Casalino, con Marco Gobetti

Area: Storia – Produzione: 2018 – Compagnia Marco Gobetti, in collaborazione con Istituto di studi storici Gaetano Salvemini – Partner Polo del ‘900 e Associazione Turismo in Langa

Legame con ricorrenze, personaggi e tematiche: Gaetano Salvemini, Nascita: 8 settembre 1873, Molfetta

Decesso: 6 settembre 1957, Sorrento | Festa della Liberazione 25 Aprile | Festa del Lavoro, 1 Maggio | Alexander Langer | Carlo e Nello Rosselli | Emilio Lussu | Carlo Pisacane …
Pubblicazione: in Conflitti, lavoro e migrazioni – Quattro “Lezioni recitate”, di Anna Delfina Arcostanzo, Valentina Cabiale, Leonardo Casalino, Franco Pezzini – A cura di Marco Brunazzi e Marco Gobetti – Edizioni SEB27, Torino 2018

 

Camilla Ravera – Uniformare la vita a una convinzione – lezione recitata di Leonardo Casalino, con Marta Zotti

Area: Storia – Produzione: 2018 (riallestimento) – Compagnia Marco Gobetti, in collaborazione con Istituto di studi storici Gaetano Salvemini – Partner Polo del ‘900 e Associazione Turismo in Langa | Prima produzione: 2013 – Compagnia Marco Gobetti in collaborazione con Centro studi Piero Gobetti – Partner Polo del ‘900

Legame con ricorrenze, personaggi e tematiche: Camilla Ravera, Nascita: 18 giugno 1889, Acqui Terme

Decesso: 14 aprile 1988, Roma | Festa della Donna 8 Marzo | Festa della Liberazione, 25 Aprile | Giornata della memoria, 27 Gennaio …
Pubblicazione: in Lezioni recitabili – Vittorio Foa, Leone Ginzburg, Emilio Lussu, Giaime e Luigi Pintor, Camilla Ravera, Umberto Terracini: ritratti da dirsi, di Leonardo Casalino – A cura di Gabriela Cavaglià e Marco Gobetti – Edizioni SEB27, Torino 2012

 

VITTORIO FOA – Pensare il mondo con curiosità – lezione recitata di Leonardo Casalino, con Diego Coscia

Area: Storia – Produzione: 2018 (riallestimento) – Compagnia Marco Gobetti, in collaborazione con Istituto di studi storici Gaetano Salvemini – Partner Polo del ‘900 e Associazione Turismo in Langa | Prima produzione: 2013 – Compagnia Marco Gobetti in collaborazione con Centro studi Piero Gobetti – Partner Polo del ‘900

Legame con ricorrenze, personaggi e tematiche: Vittorio Foa Nascita: 18 settembre 1910, Torino Decesso: 20 ottobre 2008, Formia | Festa della Liberazione, 25 Aprile | Festa del Lavoro, 1 Maggio | Giornata della Memoria, 27 Gennaio | Celebrazioni per la Costituzione, ex Costituente …
Pubblicazione: in Lezioni recitabili – Vittorio Foa, Leone Ginzburg, Emilio Lussu, Giaime e Luigi Pintor, Camilla Ravera, Umberto Terracini: ritratti da dirsi, di Leonardo Casalino – A cura di Gabriela Cavaglià e Marco Gobetti – Edizioni SEB27, Torino 2012

 

FRANCO ANTONICELLI – L’inesorabile determinazione a vivere e migliorare il presente – lezione recitata ovvero LEZIONE ANTONICELLI di Leonardo Casalino, con Diego Coscia

Area: Storia – Produzione: 2016 – Compagnia Marco Gobetti, in collaborazione con Unione culturale Franco Antonicelli – Partner Polo del ‘900

Legame con ricorrenze, personaggi e tematiche: Nascita: 15 novembre 1902, Voghera Decesso: 6 novembre 1974, Torino | Salone del Libro | Festa della Liberazione, 25 Aprile | Festa del Lavoro, 1 Maggio | Impegno culturale (Unione Culturale, editoria, radio) …
Pubblicazione: in Aa. Vv. In sintonia con il presente – Franco Antonicelli tra politica e cultura, a cura di Diego Guzzi, Edizioni SEB27, Torino 2019

 

LA SCOPERTA DELL’ANTICHITÀ DELL’UOMO – lezione recitata di Valentina Cabiale, con Marco Gobetti

Area: Storia – Produzione: 2017 – Compagnia Marco Gobetti, in collaborazione con Parco Paleontologico Astigiano e UniASTISS – Polo Universitario Rita Levi Montalcini

Legame con ricorrenze, personaggi e tematiche: Charles Darwin | nel 2019 ricorrono 210 anni dalla nascita di Charles Darwin, 160 dalla pubblicazione di Sull’origine delle specie di Charles Darwin (24 novembre 1859) | Giornate europee dell’archeologia (14,15,16 giugno) | scoperta di Lucy | antropologia molecolare | uomo di Piltdown | Homo sapiens | Neanderthal | grotta di Altamira | Boucher de Perthes | Georges Cuvier…
Pubblicazione: –

GIAN RENZO MORTEO | FARE A PEZZI IL TEATRO – lezione recitata di e con Marco Gobetti, sulla base di testimonianze e ricerche di Giovanni Moretti

debutto e repliche a partire da ottobre 2019, nell’ambito di Una certa idea di teatro – Gian Renzo Morteo trent’anni dopo

Approfondimento e scheda

Area: Teatro – Produzione: 2019 – Compagnia Marco Gobetti, in collaborazione con Istituto per i Beni Marionettistici e il Teatro Popolare

Legame con ricorrenze, personaggi e tematiche: Gian Renzo Morteo, Nascita: Rivarolo Ligure, Genova, 23 settembre 1924 | Decesso: Torino, 27 agosto 1989| Natura sociale e pedagogica del teatro | Marx | Artaud | Platone | Aristotele | Ionesco | Ribemont-Dessaignes | πόλις | animazione teatrale | decentramento | teatro popolare| drammaturgia | oralità | teatro | attore

Pubblicazione: –

LEONE GINZBURG – Costruire il futuro nel presente – lezione recitata di Leonardo Casalino, con Marco Gobetti

Area: Storia – Produzione: 2011 – Compagnia Marco Gobetti, in collaborazione con Centro studi Piero Gobetti – Partner Polo del ‘900

Legame con ricorrenze, personaggi e tematiche: Leone Ginzburg, Nascita: 4 aprile 1909, Odessa, Ucraina

Decesso: 5 febbraio 1944, Roma | , Giornata della Memoria, 27 Gennaio | Festa della Liberazione, 25 Aprile | Salone del Libro | Leggi razziali …

Pubblicazione
: in Lezioni recitabili – Vittorio Foa, Leone Ginzburg, Emilio Lussu, Giaime e Luigi Pintor, Camilla Ravera, Umberto Terracini: ritratti da dirsi, di Leonardo Casalino – A cura di Gabriela Cavaglià e Marco Gobetti – Edizioni SEB27, Torino 2012



EMILIO LUSSU E LA GRANDE GUERRA – Il romanzo inevitabile dell’antifascismo italiano
– lezione recitata, di Leonardo Casalino, con Marco Gobetti

Area: Storia – Produzione: 2011 – Compagnia Marco Gobetti, in collaborazione con Centro studi Piero Gobetti – Partner Polo del ‘900

Legame con ricorrenze, personaggi e tematiche: Emilio Lussu, Nascita: 4 dicembre 1890, Armungia Decesso: 5 marzo 1975, Roma | romanzo Un anno sull’altipiano |Grande Guerra | Esilio | Festa della Liberazione, 25 Aprile | Festa del Lavoro, 1 Maggio | celebrazioni della Costituzione, ex-Costituente | Letteratura di Guerra | Autonomia Sarda …
Pubblicazione: in Lezioni recitabili – Vittorio Foa, Leone Ginzburg, Emilio Lussu, Giaime e Luigi Pintor, Camilla Ravera, Umberto Terracini: ritratti da dirsi, di Leonardo Casalino – A cura di Gabriela Cavaglià e Marco Gobetti – Edizioni SEB27, Torino 2012

 

GIAIME E LUIGI PINTOR – Agire in modo utile – lezione recitata, di Leonardo Casalino, con Marco Gobetti

Area: Storia – Produzione: 2012 – Compagnia Marco Gobetti, in collaborazione con Centro studi Piero Gobetti – Partner Polo del ‘900

Legame con ricorrenze, personaggi e tematiche: Giaime Pintor, Nascita: 30 ottobre 1919, Roma Decesso: 1 dicembre 1943, Rocchetta a Volturno | Luigi Pintor, Nascita: 18 settembre 1925, Roma

Decesso: 17 maggio 2003, Roma | Festa della Liberazione, 25 Aprile | Festa del Lavoro, 1 Maggio | Giornalismo civile | Attività editoriali

Pubblicazione: in Lezioni recitabili – Vittorio Foa, Leone Ginzburg, Emilio Lussu, Giaime e Luigi Pintor, Camilla Ravera, Umberto Terracini: ritratti da dirsi, di Leonardo Casalino – A cura di Gabriela Cavaglià e Marco Gobetti – Edizioni SEB27, Torino 2012

 

UMBERTO TERRACINI – La politica come partecipazione collettiva e difesa dell’autonomia individuale – lezione recitata di Leonardo Casalino, con Marco Gobetti

Area: Storia – Produzione: 2012 – Compagnia Marco Gobetti, in collaborazione con Centro studi Piero Gobetti – Partner Polo del ‘900

Legame con ricorrenze, personaggi e tematiche: Umberto Terracini, Nascita: 27 luglio 1895, Genova

Decesso: 6 dicembre 1983, Roma | Costituzione Italiana, presidente Assemblea Costituente | Festa della Liberazione, 25 Aprile | Festa del Lavoro, 1 Maggio. …

Pubblicazione: in Lezioni recitabili – Vittorio Foa, Leone Ginzburg, Emilio Lussu, Giaime e Luigi Pintor, Camilla Ravera, Umberto Terracini: ritratti da dirsi, di Leonardo Casalino – A cura di Gabriela Cavaglià e Marco Gobetti – Edizioni SEB27, Torino 2012

 

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Sinossi:

 

ARMARE IL CONFINE – Chiudere le frontiere per aprirsi al conflitto: retorica e propaganda dalle trincee ai tempi di Frontex di Anna Delfina Arcostanzo

Manuale per istituire un fronte, disponendo di una frontiera.

Occorrente: 1 frontiera, 1 Qualcuno e 1 qualcun Altro.

Precondizioni: paura, (in)sicurezza.

Chiudere le frontiere, controllare le frontiere, presidiare le frontiere, per stare al sicuro.

Far tornare a casa, a casa loro, coloro che minacciano di usarle quelle frontiere, di usarle per passare: rimpatriarli, respingerli, trattenerli, perché non ricomincino a muoversi e attraversare frontiere.

Chiudere, chiudere le frontiere, per stare al sicuro.

Chiudere e stare al sicuro.

Chiudere è stare al sicuro.

Chiudere è stare al sicuro?

Abbiamo conosciuto frontiere disegnate a caso per tagliare, per ferire la terra e chi ci passa, o per appropriarsi di terra e di chi ci vive. Frontiere fossati, frontiere tagliole. Quelle piantate dai bianchi in terre africane sono così, dritte a caso, perché la terra non sia abitata, ma posseduta, perché come una cosa che si possiede possa essere aperta o chiusa alla propria sete.

E abbiamo conosciuto frontiere sfondate con una spallata, perché non si era stati capaci di chiuderle abbastanza forte; arretravano, quelle, morto dopo morto, insieme agli uomini a cui era stato comandato di difenderle.

Alcune sono state spazzate via con la mano, come vecchie ragnatele quando si deve passare e altre sono comparse, nuove, a raccontare, meglio di qualsiasi epopea chi sono i protagonisti del nostro mondo, su quali miti edificano le loro conquiste e a quali dei sacrificano le loro vittime.

Abbiamo conosciuto frontiere che hanno riempito di check point le terre sacre degli uomini, ché gli dei non ci entrassero più, a disturbare i banchetti degli uomini.

Frontiere istituite da predoni per recintare i padroni di casa.

Frontiere che hanno risolto con un muro i flussi delle alternative.

Frontiere fatte per essere chiuse e per potercisi chiudere, frontiere armate, per stare al sicuro e frontiere spinate per pungere gli occhi di chi deve passare.

Eppure, a volte, ci sono cose che vanno aperte, se si vuole stare al sicuro: come gli occhi, come le frontiere. Perché è attraverso di loro che scorre il flusso delle alternative, che garantisce la sopravvivenza dell’umano.

 

CONFLICT ARCHAEOLOGY – Quel che resta della Grande Guerra di Valentina Cabiale

La Conflict Archaeology (“Archeologia dei conflitti”) è una disciplina, diffusa dagli anni ’90 del XX secolo, che ha come obiettivo lo studio dei conflitti (antichi e moderni) attraverso le tracce materiali da essi generati. I resti materiali della Prima guerra mondiale sono innumerevoli: trincee, campi di battaglia, rifugi sotterranei, imponenti tracce di modificazione del paesaggio; nonché gli oggetti e i resti umani ritrovabili in quei contesti. Nella lezione recitata CONFLICT ARCHAEOLOGY – Quel che resta della Grande Guerra, partendo dall’analisi di un “reperto archeologico” della Prima guerra mondiale, un paio di soprascarponi in paglia utilizzati dai soldati durante i turni di guardia nella postazione austriaca di Punta Linke (oggi in Trentino, nel gruppo Ortles-Cevedale, a 3629 m di altitudine), si raccontano il senso di questa archeologia del moderno e i metodi per giungere “dalle cose agli uomini”, da una conoscenza emotiva alla ricostruzione storica. L’interpretazione del passato è sempre indissolubilmente legata al nostro modo di essere nel presente. Il ritrovamento di corpi di soldati morti durante la Grande Guerra, non raro nei contesti alpini d’alta quota a causa dello scioglimento dei ghiacci, mette in particolare evidenza i nostri legami con il conflitto e con i meccanismi che guidano la comprensione di quel particolare passato.

 

ENEA PROFUGO di Franco Pezzini

Ai nostri giorni di fronte a immagini di colonne di profughi, sensi d’identità minacciate, difficoltà di integrazioni culturali, crisi economica e crisi climatica, è ricorrente la sensazione di trovarci davanti a una situazione inedita, per cui non saremmo dotati di categorie adeguate: ed è provocatorio pensare che invece proprio i grandi poemi alla base della cultura occidentale già evochino un quadro di situazioni e di problemi non troppo dissimile. E se non ci forniscono risposte preconfezionate, aiutano a ragionare su quale categoria-futuro pensiamo di ridisegnare tutti assieme.

Nata su commissione di un principe ambizioso per celebrare una nuova età dell’oro, l’Eneide si sviluppa nel segno di una ben più profonda ricerca interiore, che resta incompiuta per la morte di Virgilio ma forse anche per l’impossibilità di conciliare presupposti ed esiti. La lettura trionfalistica e grevemente ideologica di grande poema imperiale con cui verrà pubblicata contro la volontà dell’autore, e spacciata ancora per lungo tempo come interpretazione unica, si confronta in realtà con un quadro piuttosto diverso sottostante, e con un disagio dove la crisi di Virgilio si specchia in quella del tempo remoto del suo eroe. Lontano da ogni caricatura di marmo, Enea col suo popolo è un profugo allo sbando nel più grave collasso di sistema del mondo antico, quello che travolge l’età del bronzo (circa 1200-1150 a.C.): una crisi – climatica, politica, economica, culturale, religiosa – che dai Balcani al Caucaso, dall’Egeo al Nord Africa, dall’Anatolia giù per tutto il Levante e con ricadute fino al Mediterraneo occidentale vede migrazioni coatte, crolli d’imperi e nascite faticose di nuovi assetti, ibridazioni culturali improvvisamente accelerate e naturalmente recezione di tanto trauma nei miti.

 

MERIDIONE, LAVORO, MIGRAZIONE, GUERRE ED ESILIO: SALVEMINI E I CONFLITTI DEL ‘900 di Leonardo Casalino

Gaetano Salvemini fu capace di costruire la propria personalità nella lotta caparbia contro le forze avverse che via via lo contrastavano; in questo senso, la sua vita si può scandire in tre “fasi”: dopo la scomparsa di tutta la sua famiglia nel terremoto di Messina; quando il fascismo cominciò a perseguitarlo; quando nel 1925 fu costretto ad abbandonare l’Italia.

La lotta per i diritti dei contadini meridionali, la costruzione della loro alleanza con gli operai del Nord, la denuncia del malaffare e della corruzione nel Sud del paese; tutti temi che congiungono la vita e l’opera di Salvemini a quella di Alessandro Leogrande, scrittore e giornalista del nostro secolo, anche lui pugliese: studioso di Salvemini. Leogrande ha descritto le nuove forme del caporalato in Meridione.

Leggere Salvemini per capire Leogrande, dunque, e viceversa.

La lezione dipana un filo rosso che – attraverso l’interesse per l’educazione, l’autonomia, l’utopia e la lotta per la libertà – lega Gaetano Salvemini a Carlo Pisacane e ai fratelli Carlo e Nello Rosselli, e che scorre, attraverso Emilio Lussu e Franco Antonicelli, sino ad Alessandro Leogrande; e a tutti coloro che hanno avuto e avranno la forza di tenere insieme pensiero e azione.

 

Camilla Ravera – Uniformare la vita a una convinzione – lezione recitata di Leonardo Casalino

La lezione è dedicata alla vita tormentata ed eccezionale di Camilla Ravera (1889-1988), la prima donna alla testa di un partito politico (fu nominata segretaria del Partito comunista d’Italia nel 1927, durante gli anni della cospirazione antifascista e della repressione fascista) e la prima donna a essere stata nominata senatrice a vita, nel 1982. Quando fece il suo ingresso nell’aula di Palazzo Madama i senatori presenti l’accolsero in piedi: era un omaggio a una donna che aveva conosciuto l’asprezza e la crudeltà della vita politica senza mai perdersi d’animo. La lezione ricostruisce il periodo del dissenso contro Mosca alla fine degli anni Trenta, accanto a Umberto Terracini, che le costò l’espulsione dal partito comunista e l’isolamento politico al confino, aggravato da una brutta malattia. Un esempio di rigore e passione politica, non facili all’epoca per una donna, che l’hanno portata a essere una delle prime a lottare per l’emancipazione femminile nell’Italia repubblicana.

 

VITTORIO FOA – Pensare il mondo con curiosità di Leonardo Casalino

Vittorio Foa (1910-2008) è stato un protagonista della storia del Novecento. La lezione ricostruisce le fasi più importanti della sua vita: la formazione a Torino, la cospirazione in GL, la lunga carcerazione, la partecipazione alla Resistenza e alla Costituente, l’attività come sindacalista e come uomo politico, sino all’intensa attività di scrittura degli ultimi vent’anni. Filo conduttore della lezione sono proprio i suoi testi e le sue azioni: punto di arrivo e di partenza i suoi inviti a pensare tenendo conto delle differenze, a trasformare gli ostacoli in opportunità, a “conoscere le cose” ma anche “il modo di raccontarle”: a porsi il problema della trasmissione della conoscenza.

 

FRANCO ANTONICELLI – L’inesorabile determinazione a vivere e migliorare il presente ovvero LEZIONE ANTONICELLI di Leonardo Casalino

La vita di Franco Antonicelli: la giovinezza sotto il regime, la scelta antifascista, la militanza nei movimenti liberali, la presidenza del CLN piemontese, l’attività di intellettuale a tutto tondo (insegnante, giornalista, letterato, organizzatore culturale, fondatore nel Dopoguerra, tra le altre istituzioni, dell’Unione Culturale, dell’Istituto storico della Resistenza in Piemonte, dell’Archivio nazionale cinematografico della Resistenza, del Centro studi Piero Gobetti), sino all’impegno politico e parlamentare nel gruppo della Sinistra indipendente.
Una biografia esemplare, ispirata ai valori della Resistenza, della democrazia e del rispetto dei principi costituzionali, ripercorrendo la quale è possibile affrontare le principali tappe della storia del Novecento italiano.

 

LA SCOPERTA DELL’ANTICHITÀ DELL’UOMO di Valentina Cabiale

Per lungo tempo non ci si è preoccupati di stabilire a quando risalisse l’origine dell’uomo. I miti delle origini sono generalmente vaghi in termini cronologici, e da essi l’età dell’uomo può essere calcolata solo in modo indiretto e approssimativo. Ad esempio i testi biblici, presi alla lettera, sembravano indicare che la storia dell’uomo (e della terra) non coprisse un periodo maggiore di 6000 anni. Le scoperte scientifiche e paleontologiche e archeologiche che si sono succedute in ambito occidentale a partire dalla metà del XIX secolo hanno portato, in questo campo, a un ampliamento temporale enorme. Oggi esistono prove che i diretti antenati dell’uomo moderno siano comparsi in Africa intorno a 2,5 milioni di anni fa, mentre i primi Homo sapiens probabilmente sono apparsi circa 200.000 anni fa. Come si è arrivati alla scoperta dell’antichità dell’uomo? Cosa cambia, per ognuno di noi, sapersi più antico? È importante conoscere quanto lunga o breve, lineare o complessa sia la storia dei nostri discendenti? È possibile conciliare la conoscenza scientifica con i miti? La scoperta di questa antichità è stata graduale e contrastata. Qui si tenta di raccontarla attraverso le storie degli uomini che l’hanno resa possibile. È un modo per descrivere il rapporto di noi uomini e donne contemporanei con il passato e, in ultima analisi, con l’altro e gli altrove temporali e geografici.

GIAN RENZO MORTEO | FARE A PEZZI IL TEATRO di Marco Gobetti, sulla base di testimonianze e ricerche di Giovanni Moretti

debutto e repliche a partire da ottobre 2019, nell’ambito di Una certa idea di teatro – Gian Renzo Morteo trent’anni dopo

Approfondimento e scheda

Gian Renzo Morteo  –  nato a Rivarolo nel 1924 e morto a Torino nel 1989  – fu storico e teorico del teatro, traduttore e redattore della Collana di teatro Einaudi, per anni direttore e addetto alle attività culturali del Teatro Stabile di Torino, docente di Storia del Teatro all’Università di Torino, drammaturgo; ma fu soprattutto indagatore  curioso e instancabile del teatro nelle sue infinite, possibili declinazioni: «è un grave errore» scriveva «sottovalutare e non prendere in esame le forme considerate di solito “inferiori” di spettacolo». La lezione recitata GIAN RENZO MORTEO – FARE A PEZZI IL TEATRO dipinge uno spazio da cui e per cui si levano, fra tutte, le voci di Marx, Artaud, Platone, Aristotele, Ionesco: brani tra i più amati e “usati” da Morteo, calati in una città insieme teorica e reale, imperfetta, discontinua, utilmente sporca, le cui vie sono praticabili solo in modo avventuroso. Un luogo in cui occorre vagare, aprire le porte ed entrare nelle case: solo così si possono «guardare le facce dei poeti». Una antologia scenica incastonata nel pensiero chiaro e magistralmente sintetico dell’autore di Ipotesi sulla nozione di teatro: un pensiero oggi quanto mai prezioso, che ci spinge a indagare sulla natura sociale e intrinsecamente pedagogica del teatro. E a interrogarci sulla sua utilità politica: sul bisogno, insomma, che ne ha la πόλις; anche per tornare a riconoscere i propri stessi bisogni.

LEONE GINZBURG – Costruire il futuro nel presente di Leonardo Casalino

Leone Ginzburg (1909-1944): la lezione ricostruisce i 35 anni di vita di uno dei protagonisti più interessanti della vita culturale e politica della prima metà del secolo. Cosmopolita, giovane intellettuale di grande valore, Ginzburg scelse l’impegno politico nella cospirazione antifascista soltanto dopo aver ottenuto la nazionalità italiana. La politica come azione necessaria per gettare nella lotta antifascista le fondamenta del nuovo ordine democratico, da costruire una volta sconfitti i regimi fascisti. Un nuovo ordine che Ginzburg non vide a causa della morte prematura nelle carceri fasciste; ma che aveva contribuito a costruire non soltanto con il coraggio della propria azione, ma anche con la scrittura di alcuni dei più interessanti articoli pubblicati sulla stampa antifascista.
EMILIO LUSSU E LA GRANDE GUERRA – Il romanzo inevitabile dell’antifascismo italiano di Leonardo Casalino

Emilio Lussu (1890-1975): la lezione è costruita intorno al romanzo Un anno sull’Altipiano in cui Lussu, alla metà degli anni Trenta in esilio in Francia, ha raccontato la sua esperienza come ufficiale nella Prima guerra mondiale. Nei meccanismi di quella esperienza, nel rapporto fra comandanti e soldati, Lussu ritrova gli elementi che favorirono l’avvento del fascismo. Una lezione, dunque, sulla guerra, l’antifascismo, l’esilio, scandita dalle pagine più belle del romanzo e che ci restituisce una vita avventurosa, consumata totalmente nella lotta per la libertà.

 

GIAIME E LUIGI PINTOR – Agire in modo utile di Leonardo Casalino

Giovane brillante intellettuale, protagonista dell’attività editoriale della casa editrice Einaudi, la figura di Giaime Pintor (1919-1943) è spesso stata assorbita dalla sua morte agli albori della Resistenza italiana. La lezione vuole invece tracciare la figura di un personaggio meno lineare e ben più complesso, esempio di una nozione del rapporto tra intellettuali e politica fondata sul carattere critico, si potrebbe dire illuministico, del contributo della cultura alla lotta politica. Al centro della sua vita vi è stata la Seconda Guerra mondiale, chiave di volta di un intero periodo storico e punto di partenza per la riconsiderazione del ruolo dell’intellettuale, come egli spiegherà a suo fratello Luigi nella sua ultima lettera. Una lettera destinata a pesare non poco nelle scelte di Luigi Pintor (1925-2003), il quale diventerà partigiano nella Roma occupata dai nazisti e sarà arrestato e condannato a morte. L’arrivo in città degli americani lo salverà e Luigi potrà cominciare la sua esperienza di militante comunista e di apprezzato giornalista de “L’Unità”. Nel 1969 sarà radiato dal partito per essere stato uno dei promotori della rivista “Il Manifesto”. Nel 1971 sarà il fondatore de “Il Manifesto quotidiano” di cui rimarrà la firma più importante e amata sino alla morte nel 2003. Negli ultimi anni della sua vita Luigi Pintor pubblicherà quattro brevi romanzi, in cui le sue straordinarie qualità di scrittura delineeranno la figura di un uomo pervaso da un senso tragico della vita mai separato, però, dalla passione per l’impegno politico e la lotta per la difesa dei diritti dei più deboli. La lezione, dunque, a partire dalle pagine più belle scritte da Giaime e Luigi, racconta la vita di due fratelli che grazie al loro rigore intellettuale hanno fornito un esempio di quanto sia importante il legame tra la politica e la cultura.

 

UMBERTO TERRACINI – La politica come partecipazione collettiva e difesa dell’autonomia individuale di Leonardo Casalino

Terracini (1895-1983) è stato uno dei protagonisti del Novecento italiano, capace in 70 anni di militanza di mantenere una straordinaria coerenza politica. La lezione ripercorre la sua vita di testimone del ventesimo secolo: la formazione giovanile a Torino e la scelta de “l’Ordine Nuovo” e della fondazione del Pci, la detenzione nelle carceri fasciste e l’isolamento personale e politico del confino, la partecipazione alla repubblica partigiana dell’Ossola e il ruolo di padre della Costituzione nel 1948. Come un filo rosso risalta la sua coraggiosa e anticipatrice rivendicazione del “diritto al dissenso” nelle travagliate vicende del Pci, sino all’ultima battaglia critica contro il “compromesso storico”.

 

 

 

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30 agosto 2019 – La lezione recitata “CONFLICT ARCHAEOLOGY – Quel che resta della Grande Guerra” a Pejo (TN)

Un viaggio tra le tracce “tangibili” della Grande Guerra, a partire da un paio di soprascarponi in paglia usati un secolo fa a Punta Linke. I corpi, gli oggetti, i vestiti dei soldati, in un appassionante equilibrio fra conoscenza emotiva e ricostruzione storica. L’archeologia dei conflitti cerca di comprendere il rapporto tra le rimanenze di ciò che è stato e il modo in cui vogliamo – o non vogliamo – integrarle e riconoscerle nel presente. 

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Venerdì 30 agosto 2019, h 21.00, nell’Auditorium-teatro delle Terme di Pejo, in Via delle Acque Acidule 3, 38024 Peio Fonti (TN)
Replica promossa e ospitata da Museo “La guerra sulla porta – Pejo 1914-1918”, nell’ambito dell’evento “Commemorazione dei Kaiserschützen del Piz Giumela

Lezione recitata –“CONFLICT ARCHAEOLOGY – Quel che resta della Grande Guerra”
di Valentina Cabiale, con Giuliano Comin

G.Comin mod.La Conflict Archaeology (“Archeologia dei conflitti”) è una disciplina, diffusa dagli anni ’90 del XX secolo, che ha come obiettivo lo studio dei conflitti (antichi e moderni) attraverso le tracce materiali da essi generati. I resti materiali della Prima guerra mondiale sono innumerevoli: trincee, campi di battaglia, rifugi sotterranei, imponenti tracce di modificazione del paesaggio; nonché gli oggetti e i resti umani ritrovabili in quei contesti. Nella lezione recitata CONFLICT ARCHAEOLOGY – Quel che resta della Grande Guerra, partendo dall’analisi di un “reperto archeologico” della Prima guerra mondiale, un paio di soprascarponi in paglia utilizzati dai soldati durante i turni di guardia nella postazione austriaca di Punta Linke (oggi in Trentino, nel gruppo Ortles-Cevedale, a 3629 m di altitudine), si raccontano il senso di questa archeologia del moderno e i metodi per giungere “dalle cose agli uomini”, da una conoscenza emotiva alla ricostruzione storica. L’interpretazione del passato è sempre indissolubilmente legata al nostro modo di essere nel presente. Il ritrovamento di corpi di soldati morti durante la Grande Guerra, non raro nei contesti alpini d’alta quota a causa dello scioglimento dei ghiacci, mette in particolare evidenza i nostri legami con il conflitto e con i meccanismi che guidano la comprensione di quel particolare passato.

Per maggiori dettagli, consulta la scheda in pdf

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Lezioni Recitate è un progetto nato nel 2011; promosso da Consiglio Regionale del Piemonte – Comitato Resistenza e Costituzione, è stato realizzato dalla Compagnia Marco Gobetti in collaborazione con il Centro studi Piero Gobetti; e successivamente con Unione culturale Franco Antonicelli, Parco Paleontologico Astigiano, ASTISS – Polo Universitario Asti Studi Superiori, Istituto di studi storici Gaetano Salvemini.

Dal 2016 il repertorio delle Lezioni Recitate si è arricchito, andando a toccare – oltre alla storia – la disciplina dell’archeologia; nel 2018 i titoli in repertorio diventano undici, con l’allestimento – pure nell’ambito del progetto “Riprendo la Storia – Conflitti, lavoro e migrazioni dalle Langhe al mondo” – di quattro nuove lezioni recitate, ascrivibili alla storia, all’archeologia, alla letteratura e all’antropologia.

11 luglio 2019 – La lezione recitata “ENEA PROFUGO” a Chiaravalle (AN)

Andrea Caimmi

Giovedì 11 luglio 2019, h 21.15, cortile sul retro della Biblioteca Comunale “Massimo Ferretti”, Piazza Mazzini 3, Chiaravalle – AN (in caso di pioggia, all’interno della biblioteca)
Replica promossa e ospitata da Comune di Chiaravalle, nell’ambito dell’evento “Se c’è una strada sotto il mare – III edizione”

Lezione recitata –“ENEA PROFUGO”
di Franco Pezzini, con Andrea Caimmi

Ai nostri giorni di fronte a immagini di colonne di profughi, sensi d’identità minacciate, difficoltà di integrazioni culturali, crisi economica e crisi climatica, è ricorrente la sensazione di trovarci davanti a una situazione inedita, per cui non saremmo dotati di categorie adeguate: ed è provocatorio pensare che invece proprio i grandi poemi alla base della cultura occidentale già evochino un quadro di situazioni e di problemi non troppo dissimile. E se non ci forniscono risposte preconfezionate, aiutano a ragionare su quale categoria-futuro pensiamo di ridisegnare tutti assieme.
Nata su commissione di un principe ambizioso per celebrare una nuova età dell’oro, l’Eneide si sviluppa nel segno di una ben più profonda ricerca interiore, che resta incompiuta per la morte di Virgilio ma forse anche per l’impossibilità di conciliare presupposti ed esiti. La lettura trionfalistica e grevemente ideologica di grande poema imperiale con cui verrà pubblicata contro la volontà dell’autore, e spacciata ancora per lungo tempo come interpretazione unica, si confronta in realtà con un quadro piuttosto diverso sottostante, e con un disagio dove la crisi di Virgilio si specchia in quella del tempo remoto del suo eroe. Lontano da ogni caricatura di marmo, Enea col suo popolo è un profugo allo sbando nel più grave collasso di sistema del mondo antico, quello che travolge l’età del bronzo (circa 1200-1150 a.C.): una crisi – climatica, politica, economica, culturale, religiosa – che dai Balcani al Caucaso, dall’Egeo al Nord Africa, dall’Anatolia giù per tutto il Levante e con ricadute fino al Mediterraneo occidentale vede migrazioni coatte, crolli d’imperi e nascite faticose di nuovi assetti, ibridazioni culturali improvvisamente accelerate e naturalmente recezione di tanto trauma nei miti.

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Lezioni Recitate è un progetto nato nel 2011; promosso da Consiglio Regionale del Piemonte – Comitato Resistenza e Costituzione, è stato realizzato dalla Compagnia Marco Gobetti in collaborazione con il Centro studi Piero Gobetti; e successivamente con Unione culturale Franco Antonicelli, Parco Paleontologico Astigiano, ASTISS – Polo Universitario Asti Studi Superiori, Istituto di studi storici Gaetano Salvemini.

Dal 2016 il repertorio delle Lezioni Recitate si è arricchito, andando a toccare – oltre alla storia – la disciplina dell’archeologia; nel 2018 i titoli in repertorio diventano undici, con l’allestimento – pure nell’ambito del progetto “Riprendo la Storia – Conflitti, lavoro e migrazioni dalle Langhe al mondo” – di quattro nuove lezioni recitate, ascrivibili alla storia, all’archeologia, alla letteratura e all’antropologia.

2 giugno 2019 – La lezione recitata “Enea profugo” a Civitanova Marche

Andrea Caimmi

Domenica 2 giugno 2019, h 17.30, Moletto Medusa, Civitanova Marche
Replica promossa e ospitata da “GustaPorto – Lo spettacolo del Mare e della Pesca

Lezione recitata –“ENEA PROFUGO”
di Franco Pezzini, con Andrea Caimmi

Ai nostri giorni di fronte a immagini di colonne di profughi, sensi d’identità minacciate, difficoltà di integrazioni culturali, crisi economica e crisi climatica, è ricorrente la sensazione di trovarci davanti a una situazione inedita, per cui non saremmo dotati di categorie adeguate: ed è provocatorio pensare che invece proprio i grandi poemi alla base della cultura occidentale già evochino un quadro di situazioni e di problemi non troppo dissimile. E se non ci forniscono risposte preconfezionate, aiutano a ragionare su quale categoria-futuro pensiamo di ridisegnare tutti assieme.
Nata su commissione di un principe ambizioso per celebrare una nuova età dell’oro, l’Eneide si sviluppa nel segno di una ben più profonda ricerca interiore, che resta incompiuta per la morte di Virgilio ma forse anche per l’impossibilità di conciliare presupposti ed esiti. La lettura trionfalistica e grevemente ideologica di grande poema imperiale con cui verrà pubblicata contro la volontà dell’autore, e spacciata ancora per lungo tempo come interpretazione unica, si confronta in realtà con un quadro piuttosto diverso sottostante, e con un disagio dove la crisi di Virgilio si specchia in quella del tempo remoto del suo eroe. Lontano da ogni caricatura di marmo, Enea col suo popolo è un profugo allo sbando nel più grave collasso di sistema del mondo antico, quello che travolge l’età del bronzo (circa 1200-1150 a.C.): una crisi – climatica, politica, economica, culturale, religiosa – che dai Balcani al Caucaso, dall’Egeo al Nord Africa, dall’Anatolia giù per tutto il Levante e con ricadute fino al Mediterraneo occidentale vede migrazioni coatte, crolli d’imperi e nascite faticose di nuovi assetti, ibridazioni culturali improvvisamente accelerate e naturalmente recezione di tanto trauma nei miti.

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Lezioni Recitate è un progetto nato nel 2011; promosso da Consiglio Regionale del Piemonte – Comitato Resistenza e Costituzione, è stato realizzato dalla Compagnia Marco Gobetti in collaborazione con il Centro studi Piero Gobetti; e successivamente con Unione culturale Franco Antonicelli, Parco Paleontologico Astigiano, ASTISS – Polo Universitario Asti Studi Superiori, Istituto di studi storici Gaetano Salvemini.

Dal 2016 il repertorio delle Lezioni Recitate si è arricchito, andando a toccare – oltre alla storia – la disciplina dell’archeologia; nel 2018 i titoli in repertorio diventano undici, con l’allestimento – pure nell’ambito del progetto “Riprendo la Storia – Conflitti, lavoro e migrazioni dalle Langhe al mondo” – di quattro nuove lezioni recitate, ascrivibili alla storia, all’archeologia, alla letteratura e all’antropologia.

20 maggio 2019 – la lezione recitata “Armare il confine” al Politecnico di Torino

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Lunedì 20 maggio 2019, h 17.30, Aula 7 Ingegneria – Politecnico di Torino – Corso Duca degli Abruzzi, 24
Replica promossa e ospitata da Politecnico di Torino, nell’ambito di “Conversazioni in biblioteca – III ciclo – 11° incontro: “Le mappe della disperazione”

ARMARE IL CONFINE
Chiudere le frontiere per aprirsi al conflitto: retorica e propaganda dalle trincee ai tempi di Frontex – Lezione recitata

di e con Anna Delfina Arcostanzo

Manuale per istituire un fronte, disponendo di una frontiera.
Premessa: frontiere. Chiudere le frontiere, controllare le frontiere, presidiare le frontiere, per stare al sicuro.
Far tornare a casa, a casa loro, coloro che minacciano di usarle quelle frontiere, di usarle per passare: rimpatriarli, respingerli, trattenerli, perché non ricomincino a muoversi e attraversare frontiere. Chiudere, chiudere le frontiere, per stare al sicuro.
Chiudere e stare al sicuro. Chiudere è stare al sicuro.
Abbiamo conosciuto frontiere disegnate a caso per tagliare, per ferire la terra e chi ci passa, o per appropriarsi di terra e di chi ci vive. Frontiere fossati, frontiere tagliole. Quelle piantate dai bianchi in terre africane sono così, dritte a caso, perché la terra non sia abitata, ma posseduta, perché come una cosa che si possiede possa essere aperta o chiusa alla propria sete.
Abbiamo conosciuto frontiere smembrate con una spallata, perché non si era stati capaci di chiuderle abbastanza forte; arretravano, quelle, morto dopo morto, insieme agli uomini a cui era stato comandato di difenderle. Altre sono state spazzate via con la mano, come vecchie ragnatele quando si deve passare e altre ancora sono andate a riempire di check point le terre sacre degli uomini, ché non ci entrassero più, di nascosto, gli dei. E gli dei, infatti, lì non c’entrano più.
Abbiamo conosciuto frontiere fatte da predoni per recintare i padroni di casa e frontiere che hanno risolto con un muro i flussi delle alternative. Frontiere fatte per essere chiuse e per potercisi chiudere.
Perché bisogna chiudersi nelle frontiere, per stare al sicuro, per fare fronte alla paura.
Eppure ci sono cose a cui, a volte, devi aprirti, se vuoi stare al sicuro, come le mani, come le frontiere.
Quelle volte, le frontiere vanno praticate, non chiuse, perché è attraverso di loro che scorre il flusso delle alternative, che garantisce la sopravvivenza dell’umano.
E tu? Hai abbastanza paura per chiuderti dentro una frontiera come un topo spaventato? Per trasformarla in un fronte, nel tuo personale fronte di guerra? Perché le guerre non si fanno senza popoli pieni di paure, senza popoli che abbiano rinunciato ad affacciarsi a una frontiera, lasciandosi convincere che era più sicuro star ben chiusi dietro a un fronte.

(Il testo della lezione è pubblicato nel volume Conflitti, lavoro e migrazioni – Quattro “Lezioni recitate”)

Scheda PDF lezione_recitata_ARMARE_IL_CONFINE

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Lezioni Recitate è un progetto nato nel 2011; promosso da Consiglio Regionale del Piemonte – Comitato Resistenza e Costituzione, è stato realizzato dalla Compagnia Marco Gobetti in collaborazione con il Centro studi Piero Gobetti; e successivamente con Unione culturale Franco Antonicelli, Parco Paleontologico Astigiano, ASTISS – Polo Universitario Asti Studi Superiori, Istituto di studi storici Gaetano Salvemini.

Dal 2016 il repertorio delle Lezioni Recitate si è arricchito, andando a toccare – oltre alla storia – la disciplina dell’archeologia; nel 2018 i titoli in repertorio diventano undici, con l’allestimento – pure nell’ambito del progetto “Riprendo la Storia – Conflitti, lavoro e migrazioni dalle Langhe al mondo” – di quattro nuove lezioni recitate, ascrivibili alla storia, all’archeologia, alla letteratura e all’antropologia.

18 maggio 2019 – la lezione recitata “Enea profugo” al festival “Tipicità in blu” di Ancona

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Sabato 18 maggio 2019, h 17.00, Mole Vanvitelliana, Ancona
Replica promossa e ospitata dal festival “Tipicità in blu

Lezione recitata –“ENEA PROFUGO”
di Franco Pezzini, con Andrea Caimmi

Ai nostri giorni di fronte a immagini di colonne di profughi, sensi d’identità minacciate, difficoltà di integrazioni culturali, crisi economica e crisi climatica, è ricorrente la sensazione di trovarci davanti a una situazione inedita, per cui non saremmo dotati di categorie adeguate: ed è provocatorio pensare che invece proprio i grandi poemi alla base della cultura occidentale già evochino un quadro di situazioni e di problemi non troppo dissimile. E se non ci forniscono risposte preconfezionate, aiutano a ragionare su quale categoria-futuro pensiamo di ridisegnare tutti assieme.
Nata su commissione di un principe ambizioso per celebrare una nuova età dell’oro, l’Eneide si sviluppa nel segno di una ben più profonda ricerca interiore, che resta incompiuta per la morte di Virgilio ma forse anche per l’impossibilità di conciliare presupposti ed esiti. La lettura trionfalistica e grevemente ideologica di grande poema imperiale con cui verrà pubblicata contro la volontà dell’autore, e spacciata ancora per lungo tempo come interpretazione unica, si confronta in realtà con un quadro piuttosto diverso sottostante, e con un disagio dove la crisi di Virgilio si specchia in quella del tempo remoto del suo eroe. Lontano da ogni caricatura di marmo, Enea col suo popolo è un profugo allo sbando nel più grave collasso di sistema del mondo antico, quello che travolge l’età del bronzo (circa 1200-1150 a.C.): una crisi – climatica, politica, economica, culturale, religiosa – che dai Balcani al Caucaso, dall’Egeo al Nord Africa, dall’Anatolia giù per tutto il Levante e con ricadute fino al Mediterraneo occidentale vede migrazioni coatte, crolli d’imperi e nascite faticose di nuovi assetti, ibridazioni culturali improvvisamente accelerate e naturalmente recezione di tanto trauma nei miti.

Per maggiori dettagli, consulta la scheda in pdf

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Lezioni Recitate è un progetto nato nel 2011; promosso da Consiglio Regionale del Piemonte – Comitato Resistenza e Costituzione, è stato realizzato dalla Compagnia Marco Gobetti in collaborazione con il Centro studi Piero Gobetti; e successivamente con Unione culturale Franco Antonicelli, Parco Paleontologico Astigiano, ASTISS – Polo Universitario Asti Studi Superiori, Istituto di studi storici Gaetano Salvemini.

Dal 2016 il repertorio delle Lezioni Recitate si è arricchito, andando a toccare – oltre alla storia – la disciplina dell’archeologia; nel 2018 i titoli in repertorio diventano undici, con l’allestimento – pure nell’ambito del progetto “Riprendo la Storia – Conflitti, lavoro e migrazioni dalle Langhe al mondo” – di quattro nuove lezioni recitate, ascrivibili alla storia, all’archeologia, alla letteratura e all’antropologia.

14 febbraio 2019 – La lezione recitata ARMARE IL CONFINE all’I.I.S. Piero Martinetti di Caluso (TO)

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N. 2 repliche (h 8.50 e h 11.30) promosse e ospitate da I.I.S. Piero Martinetti di Caluso

ARMARE IL CONFINE
Chiudere le frontiere per aprirsi al conflitto: retorica e propaganda dalle trincee ai tempi di Frontex – Lezione recitata

di e con Anna Delfina Arcostanzo

Manuale per istituire un fronte, disponendo di una frontiera.
Premessa: frontiere. Chiudere le frontiere, controllare le frontiere, presidiare le frontiere, per stare al sicuro.
Far tornare a casa, a casa loro, coloro che minacciano di usarle quelle frontiere, di usarle per passare: rimpatriarli, respingerli, trattenerli, perché non ricomincino a muoversi e attraversare frontiere. Chiudere, chiudere le frontiere, per stare al sicuro.
Chiudere e stare al sicuro. Chiudere è stare al sicuro.
Abbiamo conosciuto frontiere disegnate a caso per tagliare, per ferire la terra e chi ci passa, o per appropriarsi di terra e di chi ci vive. Frontiere fossati, frontiere tagliole. Quelle piantate dai bianchi in terre africane sono così, dritte a caso, perché la terra non sia abitata, ma posseduta, perché come una cosa che si possiede possa essere aperta o chiusa alla propria sete.
Abbiamo conosciuto frontiere smembrate con una spallata, perché non si era stati capaci di chiuderle abbastanza forte; arretravano, quelle, morto dopo morto, insieme agli uomini a cui era stato comandato di difenderle. Altre sono state spazzate via con la mano, come vecchie ragnatele quando si deve passare e altre ancora sono andate a riempire di check point le terre sacre degli uomini, ché non ci entrassero più, di nascosto, gli dei. E gli dei, infatti, lì non c’entrano più.
Abbiamo conosciuto frontiere fatte da predoni per recintare i padroni di casa e frontiere che hanno risolto con un muro i flussi delle alternative. Frontiere fatte per essere chiuse e per potercisi chiudere.
Perché bisogna chiudersi nelle frontiere, per stare al sicuro, per fare fronte alla paura.
Eppure ci sono cose a cui, a volte, devi aprirti, se vuoi stare al sicuro, come le mani, come le frontiere.
Quelle volte, le frontiere vanno praticate, non chiuse, perché è attraverso di loro che scorre il flusso delle alternative, che garantisce la sopravvivenza dell’umano.
E tu? Hai abbastanza paura per chiuderti dentro una frontiera come un topo spaventato? Per trasformarla in un fronte, nel tuo personale fronte di guerra? Perché le guerre non si fanno senza popoli pieni di paure, senza popoli che abbiano rinunciato ad affacciarsi a una frontiera, lasciandosi convincere che era più sicuro star ben chiusi dietro a un fronte.

(Il testo della lezione è pubblicato nel volume Conflitti, lavoro e migrazioni – Quattro “Lezioni recitate”)

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Lezioni Recitate è un progetto nato nel 2011; promosso da Consiglio Regionale del Piemonte – Comitato Resistenza e Costituzione, è stato realizzato dalla Compagnia Marco Gobetti in collaborazione con il Centro studi Piero Gobetti; e successivamente con Unione culturale Franco Antonicelli, Parco Paleontologico Astigiano, ASTISS – Polo Universitario Asti Studi Superiori, Istituto di studi storici Gaetano Salvemini.

Dal 2016 il repertorio delle Lezioni Recitate si è arricchito, andando a toccare – oltre alla storia – la disciplina dell’archeologia; nel 2018 i titoli in repertorio diventano undici, con l’allestimento – pure nell’ambito del progetto “Riprendo la Storia – Conflitti, lavoro e migrazioni dalle Langhe al mondo” – di quattro nuove lezioni recitate, ascrivibili alla storia, all’archeologia, alla letteratura e all’antropologia.