“GENOVA 2001 – lezione recitata” in luoghi e città diverse in Italia e in Europa, dal 19 al 22 luglio 2021

In luoghi e città diverse in Italia e in Europa, dal 19 al 22 luglio 2021
“GENOVA 2001 – lezione recitata”
di Leonardo Casalino
con Attrici e Attori vari
(Anna Delfina Arcostanzo, Andrea Caimmi, Giuliano Comin, Diego Coscia, Marco Gobetti, Marta Zotti…)
Definizione del cast plurimo e del calendario in corso
A 20 anni dal G8 di Genova e a 10 anni dalla nascita del progetto Lezioni Recitate
una realizzazione di
Compagnia Marco Gobetti
con la collaborazione di
Unione Culturale Franco Antonicelli
e …
(ricerca di cooperazioni in corso)
Info: spettacoli@compagniamarcogobetti.com

SINOSSI | A vent’anni dagli avvenimenti del G8 di Genova, questa “Lezione Recitata” vuole innanzitutto ricostruire i fatti di luglio 2001, per farli conoscere a un pubblico giovane e per rinnovarne la memoria presso spettatori più anziani e consapevoli.
“Genova 2001 – Lezione recitata”, dunque, è un monologo che denuncia le violenze subite da centinaia di persone, colpevoli soltanto “di avere scelto di essere a Genova” in quei giorni.
Le cariche contro i manifestanti, la morte di Carlo Giuliani, i pestaggi selvaggi dentro la scuola Diaz, le torture nella caserma di Bolzaneto, sono tutti elementi di un’unica macchina terribile, tesa a spezzare con la violenza la volontà di partecipazione critica di migliaia di persone: donne e uomini, ragazze e ragazzi che rivendicavano il diritto e il dovere di pensare e di costruire, sporcandosi le mani, un mondo diverso e più giusto.
“Genova 2001 – Lezione recitata” intende fare riflettere sulle conseguenze negative, di breve e di lungo periodo, dei fatti tragici di quei giorni; e su come essi abbiano concorso ad accentuare un sentimento di sfiducia nella possibilità di contribuire criticamente al dibattito pubblico nazionale e internazionale.

Lezioni Recitate (www.lezionirecitate.wordpress.com) è un progetto nato nel 2011; promosso da Consiglio Regionale del Piemonte – Comitato Resistenza e Costituzione, è stato realizzato dalla Compagnia Marco Gobetti in collaborazione con il Centro studi Piero Gobetti; e successivamente con Unione Culturale Franco Antonicelli, Parco Paleontologico Astigiano, ASTISS – Polo Universitario Asti Studi Superiori, Istituto di studi storici Gaetano Salvemini, l’Istituto per i Beni Marionettistici e il Teatro Popolare, Ufficio beni archeologici della Soprintendenza per i beni culturali della Provincia autonoma di Trento.
Dal 2016 il repertorio delle Lezioni Recitate si è arricchito, andando a toccare, oltre alla storia (con figure quali Foa, Lussu, Ginzburg, Terracini, Ravera, Antonicelli, Pintor) la disciplina dell’archeologia; nel 2018 i titoli in repertorio diventano undici, con l’allestimento di quattro nuove lezioni recitate, ascrivibili alla storia, all’archeologia, alla letteratura e all’antropologia (testi di Leonardo Casalino, Anna Delfina Arcostanzo, Valentina Cabiale, Franco Pezzini); nel 2019, con la lezione recitata dedicata a G.R. Morteo si affronta il tema del teatro stesso.
Rivolte principalmente alle scuole, le Lezioni Recitate possono essere dedicate a qualunque pubblico; oltre che in classi e auditorium sono state e sono dunque realizzate pure in circoli, teatri, centri di studio e di incontro, librerie, biblioteche, bar, su strada; e in ogni luogo in cui possa nascere un rapporto significativo fra attore e pubblico.

Gran parte dei testi delle Lezioni Recitate sono pubblicati nei seguenti volumi:

LEZIONI RECITABILI – Vittorio Foa, Leone Ginzburg, Emilio Lussu,Giaime e Luigi Pintor, Camilla Ravera,Umberto Terracini: ritratti da dirsi, di Leonardo Casalino – Edizioni SEB2, Torino 2012

Conflitti, lavoro e migrazioni – Quattro “Lezioni recitate”, di Anna Delfina Arcostanzo, Valentina Cabiale, Leonardo Casalino, Franco Pezzini – Edizioni SEB27, Torino 2018

Aa. Vv. In sintonia con il presente – Franco Antonicelli tra politica e cultura , A cura di Diego Guzzi – Edizioni SEB27, Torino 2019)

Il coordinamento scientifico del progetto Lezioni Recitate è di Leonardo Casalino; il coordinamento artistico è a cura di Marco Gobetti

LEONARDO CASALINO insegna Storia e Civilisation italiana all’Università Grenoble Alpes. Si occupa della storia sociale delle idee nel XX e XXI secolo. Collabora regolarmente con il blog giornalistico “Strisciarossa” scrivendo di politica e società francese e recensendo libri di storia.
Le sue pubblicazioni riguardano principalmente la storia dell’antifascismo, le relazioni tra storia e letteratura (Sciascia, il caso Moro) e più in generale la storia della Repubblica italiana. Dal 2011 collabora con Marco Gobetti nell’ideazione e scrittura di testi e spettacoli e – più in generale – a una riflessione critica sul rapporto tra storia e teatro.
Si è laureato e ha conseguito un Dottorato in Storia Contemporanea all’Università di Torino. Ha pubblicato “Influire in un mondo ostile. Biografia politica di Franco Venturi”, Aosta, Stylos, 2006; con A. Giacone, “Manuale di storia politica dell‟Italia repubblicana (dal 1946 ad oggi)”, Parigi, Chemin de tr@verse, 2011; con B. Aiosa-Poirier, “Les années quatrevingt et le cas italien”, Grenoble, Ellug, 2012; “Lezioni recitabili. Vittorio Foa, Leone Ginzburg, Emilio Lussu, Giaime e Luigi Pintor, Camilla Ravera, Umberto Terracini: ritratti da dirsi”, a cura di G. Cavaglià e M. Gobetti, Torino, SEB 27, 2012; “Scomporre la realtà – Lo sguardo inquieto di Leonardo Sciascia sull‟Italia degli anni Settanta e Ottanta”, edizioni Tracce, Pescara, 2013; con Marco Gobetti “Raccontare la Repubblica – Storia italiana dal 1945 a oggi: sette testi da interpretare a voce”, Torino, SEB 27, 2014; con Ugo Perolino, “L’autonomia responsabile”, edizioni Tracce, Pescara, 2014; con Ugo Perolino e Altri, “Il caso Moro Memorie e narrazioni”, Pescara, Transeuropa Edizioni, 2016. Con Marco Gobetti è autore dei testi teatrali “Carlo, Ettore, Maria e la Repubblica – Storia d’Italia dal 1945 a oggi” e “Gaddus alla guerra Grande – monologo per un attore e un mimo”.

MARCO GOBETTI | Drammaturgo, attore e regista attivo dagli anni ‘90, coniuga da sempre l’attività di prosa nei teatri a quella su strada. A partire dal 2000 inventa il Teatro Stabile di Strada – il primo di una serie di progetti con cui tenta di contaminare il sistema teatrale – e fonda la Compagnia Marco Gobetti.
Nel 2016 e nel 2017 è diretto da Leo Muscato in “Come vi piace” di W. Shakespeare e “Il nome della rosa” da U. Eco, produzioni del Teatro Stabile di Torino. Nel 2019 debutta a Grenoble con “130 repliche de Il nome della rosa – Teatro di riciclo®”.
Fra i suoi testi e spettacoli: “Amore assalì il bestiame”, “Il pasto”, “Voglio un pappagallo – Matthew Smith: il p(r)ezzo della vita di un uomo”, “In-Ec-Cesso – Una bomba per cintura”, “La memoria non è mai cimitero – I meccanismi della Shoah nella storia dell’uomo”, “Cristo muore in fabbrica: è solo un altro incidente”, “L’anciové sota sal”, “Bestiame etimologico”, “1863-1992 | Di Giovanni in oltre – Storia d’Italia e di persone da Giovanni Corrao a Giovanni Falcone”, “La tragedia della libertà”, “Un carnevale per Sole e Baleno” (premio NdN 2014), “Gli epigoni”; “Lo stagno”, “Raccontare la Repubblica – Storia italiana dal 1945 a oggi: sette testi da interpretare a voce”, “Tempesta 1944-45 – Nino racconta la Resistenza di Mario Costa”, “Gaddus alla guerra Grande – monologo per un attore e un mimo”, “Carlo, Ettore, Maria e la repubblica, storia di Italia dal 1945 a oggi”.
Fra i progetti: “Lezioni recitate”, “I Santi sulla strada”, “Dove sono nato non lo so – Una settimana di lettura accampata tra i filari in occasione del centesimo anniversario della nascita di Cesare Pavese”, “La vera storia di Hilario Halubras”, “Metamorfosi su strada – Lugano, 3 settembre 2011”, “Il comico e la vita – Da un saggio del filosofo Carlo Sini nasce una creazione pubblica”, “Il pensiero politico: letture integrali in vetrina”, “Verranno giorni che non basterà guardare”, “Azionate Empatie Urbane®”, “Dal Monferrato al mondo passando per l’Etiopia”. Fra i progetti più recenti, “Riprendo la storia”, “Festa dell’umanità”, “teatrosustrada”, “strad-rama” e “Teatro di riciclo®”.
Oltre che in teatro con Leo Muscato (“Terra dei miracoli”, “Io e Matteo”, “Romeo & Giulietta – Nati sotto contraria stella”, “Come vi piace” e “Il nome della Rosa”), ha lavorato, fra tutti, nel cinema con Giuliano Montaldo (I demoni di San Pietroburgo) e in radio con Sergio Ferrentino e Alberto Gozzi. Mostra meno

2 giugno 2021, a BRA (CN), la lezione recitata “UMBERTO TERRACINI – La politica come partecipazione collettiva e difesa dell’autonomia individuale”

di Leonardo Casalino
con Marco Gobetti

una produzione di
Compagnia Marco Gobetti in collaborazione con Centro studi Piero Gobetti (2012)

2 giugno 2021, h 11.30
Cortile Palazzo Mathis, Piazza Caduti per la Libertà, 20
Bra (CN)
Ingresso gratuito, necessaria prenotazione: turismo@comune.bra.cn.it 0172430185

Replica promossa dal Comune di Bra

«Che vi fossero dei lavoratori raccolti a centinaia, e anche di più, in certe località per fabbricare ogni cosa che mi vedevo attorno, e tante altre ancora, non me ne ero mai reso chiaro conto. Ma già! E chi dunque ha fatto, e come, e perché, e quando, e dove, questo mobilio, questi tessuti, questi arnesi da cucina, e i trams coi binari sui quali corrono, e i fanali delle strade col gas che vi brucia luminoso, e la carta dei quaderni coi pennini che vi scrivono sopra, e il vetro, e la locomotiva coi vagoni del treno che ogni estate ci porta fino ad Asti […]. Adesso in un unico contesto, quasi all’improvviso, mi si propongono il problema e la soluzione: le fabbriche, gli operai, una realtà che travalica le mura domestiche, le aule della scuola, le cupole moresche del Tempio, le strade consuete del quartiere. Un altro mondo». Umberto Terracini

Umberto Terracini (1895-1983) è stato uno dei protagonisti del Novecento italiano, capace in 70 anni di militanza di mantenere una straordinaria coerenza politica. La lezione recitata UMBERTO TERRACINI – La politica come partecipazione collettiva e difesa dell’autonomia individuale ripercorre la sua vita di testimone del ventesimo secolo: la formazione giovanile a Torino e la scelta de “l’Ordine Nuovo” e della fondazione del Pci, la detenzione nelle carceri fasciste e l’isolamento personale e politico del confino, la partecipazione alla repubblica partigiana dell’Ossola e il ruolo di padre della Costituzione nel 1948. Come un filo rosso risalta la sua coraggiosa e anticipatrice rivendicazione del “diritto al dissenso” nelle travagliate vicende del Pci, sino all’ultima battaglia critica contro il “compromesso storico”.

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“Lezione Antonicelli” all’Uc – doppio cast e 4 repliche in un giorno – Mercoledì 26 maggio 2021, per studenti e cittadinanza, alle 10.00; 11,30; 19,45 e 21,15

Uc e Compagnia Marco Gobetti riaprono al pubblico la sala storica di via Cesare Battisti 4b (Torino) lanciando la formula del doppio cast e quadruplicando così la possibilità di partecipazione del pubblico a uno spettacolo teatrale.Nell’approssimarsi della Festa della Repubblica, il teatro torna in Uc con la lezione recitata “FRANCO ANTONICELLI – L’inesorabile determinazione a vivere e migliorare il presente” di Leonardo Casalino con Diego Coscia e Marco Gobetti (due repliche a testa, in alternanza).

Unione culturale Franco Antonicelli
via Cesare Battisti 4b Torino
Mercoledì 26 maggio 2021, 4 repliche per studenti e cittadinanza, alle 10.00; 11,30; 19,45 e 21,15, ingresso a offerta libera. Posti limitati, richiesta la prenotazione via mail (specificando l’ora scelta e indicando un recapito telefonico): unioneculturale@gmail.com

Sono disponibili altre singole repliche nelle mattinate dei giorni successivi presso le scuole superiori di Torino che ne faranno richiesta.IL DOPPIO CAST | Lo spettacolo con doppio cast può garantire sino a quattro repliche giornaliere, a intervalli e a partire dal mattino oppure al pomeriggio/sera, senza soluzione di continuità; in questo modo, qualunque spazio teatrale può quadruplicare la quantità di pubblico consentita dalle norme vigenti. Oltre alle occasioni di lavoro per attori e tecnici, si intendono così aumentare le occasioni di partecipazione per gli spettatori limitati dai pur necessari contingentamenti e/o chiusure e/o paure diffuse, derivanti dall’emergenza epidemica.

L’idea del doppio cast figura nel documento “Politiche produttive illuminate” (https://urly.it/3carr), legato alla mappa sul “teatro che è stato e che sarà” realizzata dal gruppo Centimorgan (cM) (https://urly.it/3cars), nell’ambito del progetto “Argo. Materiali per un’ipotesi di futuro”, promosso dal Teatro Stabile di Torino.

LA LEZIONE RECITATA | La vita di Franco Antonicelli: la giovinezza sotto il regime, la scelta antifascista, la militanza nei movimenti liberali, la presidenza del CLN piemontese, l’attività di intellettuale a tutto tondo (insegnante, giornalista, letterato, organizzatore culturale, fondatore nel Dopoguerra, tra le altre istituzioni, dell’Unione Culturale, dell’Istituto storico della Resistenza in Piemonte, dell’Archivio nazionale cinematografico della Resistenza, del Centro studi Piero Gobetti), sino all’impegno politico e parlamentare nel gruppo della Sinistra indipendente. Una biografia esemplare, ispirata ai valori della Resistenza, della democrazia e del rispetto dei principi costituzionali, ripercorrendo la quale è possibile affrontare le principali tappe della storia del Novecento italiano. Leggi la scheda: urly.it/3carz.

30 ottobre 2020, a Cagliari – “Gian Renzo Morteo: fare a pezzi il teatro – lezione recitata”

Venerdì 30 ottobre 2020, h 20.30
Sa Manifattura, Cagliari
nell’ambito di Anima IF 2020 a cura di Is Mascareddas
Replica annullata causa norme anti-epidemiche in DPCM

Lezione recitata “Gian Renzo Morteo | Fare a pezzi il teatro”
di e con Marco Gobetti, sulla base di testimonianze e ricerche di Giovanni Moretti
Compagnia Marco Gobetti in collaborazione con Istituto per i Beni Marionettistici e il Teatro popolare

Scarica la scheda in pdf

Sinossi
Gian Renzo Morteo – nato a Rivarolo Ligure nel 1924 e morto a Torino nel 1989 – fu storico e teorico del teatro, traduttore e redattore della Collana di teatro Einaudi, per anni direttore e addetto alle attività culturali del Teatro Stabile di Torino, docente di Storia del Teatro all’Università di Torino, drammaturgo; ma fu soprattutto indagatore curioso e instancabile del teatro nelle sue infinite, possibili declinazioni: «è un grave errore» scriveva «sottovalutare e non prendere in esame le forme considerate di solito “inferiori” di spettacolo». La lezione recitata GIAN RENZO MORTEO – FARE A PEZZI IL TEATRO dipinge uno spazio da cui e per cui si levano, fra tutte, le voci di Marx, Artaud, Platone, Aristotele, Ionesco: brani tra i più amati e “usati” da Morteo, calati in una città insieme teorica e reale, imperfetta, discontinua, utilmente sporca, le cui vie sono praticabili solo in modo avventuroso. Un luogo in cui occorre vagare, aprire le porte ed entrare nelle case: solo così si possono «guardare le facce dei poeti». Una antologia scenica incastonata nel pensiero chiaro e magistralmente sintetico dell’autore di Ipotesi sulla nozione di teatro: un pensiero oggi quanto mai prezioso, che ci spinge a indagare sulla natura sociale e intrinsecamente pedagogica del teatro. E a interrogarci sulla sua utilità politica: sul bisogno, insomma, che ne ha la πόλις; anche per tornare a riconoscere i propri stessi bisogni.

Perché una “lezione recitata” su Gian Renzo Morteo?

Per riflettere, divertendosi, sulla natura del teatro, percorrendo la vita e il pensiero di un uomo curioso, colto e geniale, cui tanto deve la storia del teatro. Per entrare e uscire da una città fantastica eppure profondamente concreta, in cui si azzera ogni distanza spaziale e temporale; e in cui tanto una miriade di gente raffreddata, quanto un bimbo che gioca o una donna che sta per partorire, possono celare segreti insieme tremendi e meravigliosi. Per scoprire che non esiste né mai esisterà un solo “teatro”. Per acquisire spunti di riflessione sul rapporto fra scrittura e oralità; e su quello fra teatro, cinema e televisione. Per conoscere quali sono gli elementi senza i quali nessun “teatro” può esistere, stupendoci di quanto profondamente la scoperta ci riguardi, anche nel caso in cui nulla abbiamo mai avuto a che fare con alcun “teatro”.

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Lezioni Recitate
è un progetto nato nel 2011; promosso da Consiglio Regionale del Piemonte – Comitato Resistenza e Costituzione, è stato realizzato dalla Compagnia Marco Gobetti in collaborazione con il Centro studi Piero Gobetti; e successivamente con Unione culturale Franco Antonicelli, Parco Paleontologico Astigiano, ASTISS – Polo Universitario Asti Studi Superiori, Turismo in Langa, Istituto di studi storici Gaetano Salvemini, Ufficio beni archeologici della Soprintendenza per i beni culturali della Provincia autonoma di Trento

Dal 2016 il repertorio delle Lezioni Recitate si è arricchito, andando a toccare – oltre alla storia – la disciplina dell’archeologia; nel 2018 i titoli in repertorio diventano undici, con l’allestimento – pure nell’ambito del progetto “Riprendo la Storia – Conflitti, lavoro e migrazioni dalle Langhe al mondo” – di quattro nuove lezioni recitate, ascrivibili alla storia, all’archeologia, alla letteratura e all’antropologia.

17 ottobre 2020 – La lezione recitata “CONFLICT ARCHAEOLOGY – Quel che resta della Grande Guerra” a Castello Tesino (TN)

Un viaggio tra le tracce “tangibili” della Grande Guerra, a partire da un paio di soprascarponi in paglia usati un secolo fa a Punta Linke. I corpi, gli oggetti, i vestiti dei soldati, in un appassionante equilibrio fra conoscenza emotiva e ricostruzione storica. L’archeologia dei conflitti cerca di comprendere il rapporto tra le rimanenze di ciò che è stato e il modo in cui vogliamo – o non vogliamo – integrarle e riconoscerle nel presente. 

Sabato 17 ottobre 2020 – ore 20.30
Cinema Teatro “San Giorgio” – Via Venezia, 18, Castello Tesino TN, Ingresso libero

Lezione recitata –“CONFLICT ARCHAEOLOGY – Quel che resta della Grande Guerra”
di Valentina Cabiale, con Giuliano Comin

Sarà presente e interverrà con un approfondimento dopo lo spettacolo Franco Nicolis, direttore dell’Ufficio beni archeologici della Soprintendenza per i beni culturali della Provincia autonoma di Trento

Compagnia Marco Gobetti in collaborazione con
Ufficio beni archeologici della Soprintendenza per i beni culturali della Provincia autonoma di Trento
2018 – produzione di Compagnia Marco Gobetti in collaborazione con Istituto di studi storici Gaetano Salvemini e Associazione Turismo in Langa             

G.Comin mod.

La Conflict Archaeology (“Archeologia dei conflitti”) è una disciplina, diffusa dagli anni ’90 del XX secolo, che ha come obiettivo lo studio dei conflitti (antichi e moderni) attraverso le tracce materiali da essi generati. I resti materiali della Prima guerra mondiale sono innumerevoli: trincee, campi di battaglia, rifugi sotterranei, imponenti tracce di modificazione del paesaggio; nonché gli oggetti e i resti umani ritrovabili in quei contesti. Nella lezione recitata CONFLICT ARCHAEOLOGY – Quel che resta della Grande Guerra, partendo dall’analisi di un “reperto archeologico” della Prima guerra mondiale, un paio di soprascarponi in paglia utilizzati dai soldati durante i turni di guardia nella postazione austriaca di Punta Linke (oggi in Trentino, nel gruppo Ortles-Cevedale, a 3629 m di altitudine), si raccontano il senso di questa archeologia del moderno e i metodi per giungere “dalle cose agli uomini”, da una conoscenza emotiva alla ricostruzione storica. L’interpretazione del passato è sempre indissolubilmente legata al nostro modo di essere nel presente. Il ritrovamento di corpi di soldati morti durante la Grande Guerra, non raro nei contesti alpini d’alta quota a causa dello scioglimento dei ghiacci, mette in particolare evidenza i nostri legami con il conflitto e con i meccanismi che guidano la comprensione di quel particolare passato.

Per maggiori dettagli, consulta la scheda in pdf

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Lezioni Recitate
è un progetto nato nel 2011; promosso da Consiglio Regionale del Piemonte – Comitato Resistenza e Costituzione, è stato realizzato dalla Compagnia Marco Gobetti in collaborazione con il Centro studi Piero Gobetti; e successivamente con Unione culturale Franco Antonicelli, Parco Paleontologico Astigiano, ASTISS – Polo Universitario Asti Studi Superiori, Turismo in Langa, Istituto di studi storici Gaetano Salvemini, Ufficio beni archeologici della Soprintendenza per i beni culturali della Provincia autonoma di Trento

Dal 2016 il repertorio delle Lezioni Recitate si è arricchito, andando a toccare – oltre alla storia – la disciplina dell’archeologia; nel 2018 i titoli in repertorio diventano undici, con l’allestimento – pure nell’ambito del progetto “Riprendo la Storia – Conflitti, lavoro e migrazioni dalle Langhe al mondo” – di quattro nuove lezioni recitate, ascrivibili alla storia, all’archeologia, alla letteratura e all’antropologia.

9 settembre 2020 – La lezione recitata “CONFLICT ARCHAEOLOGY – Quel che resta della Grande Guerra” a Pergine Valsugana (TN)

Un viaggio tra le tracce “tangibili” della Grande Guerra, a partire da un paio di soprascarponi in paglia usati un secolo fa a Punta Linke. I corpi, gli oggetti, i vestiti dei soldati, in un appassionante equilibrio fra conoscenza emotiva e ricostruzione storica. L’archeologia dei conflitti cerca di comprendere il rapporto tra le rimanenze di ciò che è stato e il modo in cui vogliamo – o non vogliamo – integrarle e riconoscerle nel presente. 

Giuliano_CominPP

Mercoledì 09 settembre 2020 – ore 18.00
Castello di Pergine, Via al Castello, 10, Pergine Valsugana TN (in caso di pioggia nel Teatro comunale di Pergine), nell’ambito della rassegna “Tra le mura”

Lezione recitata –“CONFLICT ARCHAEOLOGY – Quel che resta della Grande Guerra”
di Valentina Cabiale, con Giuliano Comin

Sarà presente e interverrà con un approfondimento dopo lo spettacolo Franco Nicolis, direttore dell’Ufficio beni archeologici della Soprintendenza per i beni culturali della Provincia autonoma di Trento

G.Comin mod.

La Conflict Archaeology (“Archeologia dei conflitti”) è una disciplina, diffusa dagli anni ’90 del XX secolo, che ha come obiettivo lo studio dei conflitti (antichi e moderni) attraverso le tracce materiali da essi generati. I resti materiali della Prima guerra mondiale sono innumerevoli: trincee, campi di battaglia, rifugi sotterranei, imponenti tracce di modificazione del paesaggio; nonché gli oggetti e i resti umani ritrovabili in quei contesti. Nella lezione recitata CONFLICT ARCHAEOLOGY – Quel che resta della Grande Guerra, partendo dall’analisi di un “reperto archeologico” della Prima guerra mondiale, un paio di soprascarponi in paglia utilizzati dai soldati durante i turni di guardia nella postazione austriaca di Punta Linke (oggi in Trentino, nel gruppo Ortles-Cevedale, a 3629 m di altitudine), si raccontano il senso di questa archeologia del moderno e i metodi per giungere “dalle cose agli uomini”, da una conoscenza emotiva alla ricostruzione storica. L’interpretazione del passato è sempre indissolubilmente legata al nostro modo di essere nel presente. Il ritrovamento di corpi di soldati morti durante la Grande Guerra, non raro nei contesti alpini d’alta quota a causa dello scioglimento dei ghiacci, mette in particolare evidenza i nostri legami con il conflitto e con i meccanismi che guidano la comprensione di quel particolare passato.

Per maggiori dettagli, consulta la scheda in pdf

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Lezioni Recitate
è un progetto nato nel 2011; promosso da Consiglio Regionale del Piemonte – Comitato Resistenza e Costituzione, è stato realizzato dalla Compagnia Marco Gobetti in collaborazione con il Centro studi Piero Gobetti; e successivamente con Unione culturale Franco Antonicelli, Parco Paleontologico Astigiano, ASTISS – Polo Universitario Asti Studi Superiori, Turismo in Langa, Istituto di studi storici Gaetano Salvemini, Ufficio beni archeologici della Soprintendenza per i beni culturali della Provincia autonoma di Trento

Dal 2016 il repertorio delle Lezioni Recitate si è arricchito, andando a toccare – oltre alla storia – la disciplina dell’archeologia; nel 2018 i titoli in repertorio diventano undici, con l’allestimento – pure nell’ambito del progetto “Riprendo la Storia – Conflitti, lavoro e migrazioni dalle Langhe al mondo” – di quattro nuove lezioni recitate, ascrivibili alla storia, all’archeologia, alla letteratura e all’antropologia.

“Giaime e Luigi Pintor: agire in modo utile – lezione recitata” a Lunetta (CN), 23 agosto 2020

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“GIAIME E LUIGI PINTOR | Agire in modo utile – lezione recitata”

di Leonardo Casalino, con Marco Gobetti
Compagnia Marco Gobetti in collaborazione con Centro studi Piero Gobetti – partner Polo del ‘900 | produz. 2012, promossa da Consiglio regionale del Piemonte – Comitato Resistenza e Costituzione
Scarica scheda pdf

domenica 23 agosto 2020, h 17.30
Lunetta 11, Frazione Lunetta, 11, Mombarcaro (Cuneo)
(prenotazione obbligatoria scrivendo a
info@lunetta11.com)

replica promossa da Lunetta 11 per Attraverso Festival

SINOSSI| Giovane brillante intellettuale, protagonista dell’attività editoriale della casa editrice Einaudi, la figura di Giaime Pintor (1919-1943) è spesso stata assorbita dalla sua morte agli albori della Resistenza italiana. La lezione recitata “GIAIME E LUIGI PINTOR – Agire in modo utile” vuole invece tracciare la figura di un personaggio meno lineare e ben più complesso, esempio di una nozione del rapporto tra intellettuali e politica fondata sul carattere critico, si potrebbe dire illuministico, del contributo della cultura alla lotta politica. Al centro della sua vita vi è stata la Seconda Guerra mondiale, chiave di volta di un intero periodo storico e punto di partenza per la riconsiderazione del ruolo dell’intellettuale, come egli spiegherà a suo fratello Luigi nella sua ultima lettera. Una lettera destinata a pesare non poco nelle scelte di Luigi Pintor (1925-2003), il quale diventerà partigiano nella Roma occupata dai nazisti e sarà arrestato e condannato a morte. L’arrivo in città degli americani lo salverà e Luigi potrà cominciare la sua esperienza di militante comunista e di apprezzato giornalista de “L’Unità”. Nel 1969 sarà radiato dal partito per essere stato uno dei promotori della rivista “Il Manifesto”. Nel 1971 sarà il fondatore de “Il Manifesto quotidiano” di cui rimarrà la firma più importante e amata sino alla morte nel 2003. Negli ultimi anni della sua vita Luigi Pintor pubblicherà quattro brevi romanzi, in cui le sue straordinarie qualità di scrittura delineeranno la figura di un uomo pervaso da un senso tragico della vita mai separato, però, dalla passione per l’impegno politico e la lotta per la difesa dei diritti dei più deboli. La lezione, dunque, a partire dalle pagine più belle scritte da Giaime e Luigi, racconta la vita di due fratelli che grazie al loro rigore intellettuale hanno fornito un esempio di quanto sia importante il legame tra la politica e la cultura.

(Il testo della lezione è pubblicato nel volume LEZIONI RECITABILI – Vittorio Foa, Leone Ginzburg, Emilio Lussu,Giaime e Luigi Pintor, Camilla Ravera,Umberto Terracini: ritratti da dirsidi Leonardo Casalino Edizioni SEB27)

LEZIONI RECITATE_ sito e blog: www.lezionirecitate.wordpress.com
approfondimenti/schede singole: http://tiny.cc/cotadz
sinossi / legami con temi e ricorrenze: http://tiny.cc/s3vadz

Lezioni Recitate è un progetto nato nel 2011; promosso da Consiglio Regionale del Piemonte – Comitato Resistenza e Costituzione, è stato realizzato dalla Compagnia Marco Gobetti in collaborazione con il Centro studi Piero Gobetti; e successivamente con Unione culturale Franco Antonicelli, Parco Paleontologico Astigiano, ASTISS – Polo Universitario Asti Studi Superiori, Istituto di studi storici Gaetano Salvemini.

Dal 2016 il repertorio delle Lezioni Recitate si è arricchito, andando a toccare – oltre alla storia – la disciplina dell’archeologia; nel 2018 i titoli in repertorio diventano undici, con l’allestimento – pure nell’ambito del progetto “Riprendo la Storia – Conflitti, lavoro e migrazioni dalle Langhe al mondo” – di quattro nuove lezioni recitate, ascrivibili alla storia, all’archeologia, alla letteratura e all’antropologia.

“Enea profugo”: ciclo di 7 repliche nelle Marche per la lezione recitata da Andrea Caimmi e scritta da Franco Pezzini

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Istituto Comprensivo Grazie Tavernelle – Ancona
Lunedì 2 marzo 2020 – n. 1 replica
Martedì 3 marzo 2020 – n. 2 repliche
Mercoledì 4 marzo 2020 – n. 2 repliche
Giovedì 5 marzo 2020 – n. 1 replica
Liceo scientifico “Galileo Galilei”, Ancona

Martedì 17 marzo 2020 – n. 1 replica

Repliche promosse dal Garante regionale dei diritti della persona delle Marche, nell’ambito del progetto “Parole di carne” a cura dell’Istituto Comprensivo Grazie Tavernelle

Lezione recitata –“ENEA PROFUGO”
di Franco Pezzini, con Andrea Caimmi

Ai nostri giorni di fronte a immagini di colonne di profughi, sensi d’identità minacciate, difficoltà di integrazioni culturali, crisi economica e crisi climatica, è ricorrente la sensazione di trovarci davanti a una situazione inedita, per cui non saremmo dotati di categorie adeguate: ed è provocatorio pensare che invece proprio i grandi poemi alla base della cultura occidentale già evochino un quadro di situazioni e di problemi non troppo dissimile. E se non ci forniscono risposte preconfezionate, aiutano a ragionare su quale categoria-futuro pensiamo di ridisegnare tutti assieme.
Nata su commissione di un principe ambizioso per celebrare una nuova età dell’oro, l’Eneide si sviluppa nel segno di una ben più profonda ricerca interiore, che resta incompiuta per la morte di Virgilio ma forse anche per l’impossibilità di conciliare presupposti ed esiti. La lettura trionfalistica e grevemente ideologica di grande poema imperiale con cui verrà pubblicata contro la volontà dell’autore, e spacciata ancora per lungo tempo come interpretazione unica, si confronta in realtà con un quadro piuttosto diverso sottostante, e con un disagio dove la crisi di Virgilio si specchia in quella del tempo remoto del suo eroe. Lontano da ogni caricatura di marmo, Enea col suo popolo è un profugo allo sbando nel più grave collasso di sistema del mondo antico, quello che travolge l’età del bronzo (circa 1200-1150 a.C.): una crisi – climatica, politica, economica, culturale, religiosa – che dai Balcani al Caucaso, dall’Egeo al Nord Africa, dall’Anatolia giù per tutto il Levante e con ricadute fino al Mediterraneo occidentale vede migrazioni coatte, crolli d’imperi e nascite faticose di nuovi assetti, ibridazioni culturali improvvisamente accelerate e naturalmente recezione di tanto trauma nei miti.

Per maggiori dettagli, consulta la scheda in pdf

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Lezioni Recitate è un progetto nato nel 2011; promosso da Consiglio Regionale del Piemonte – Comitato Resistenza e Costituzione, è stato realizzato dalla Compagnia Marco Gobetti in collaborazione con il Centro studi Piero Gobetti; e successivamente con Unione culturale Franco Antonicelli, Parco Paleontologico Astigiano, ASTISS – Polo Universitario Asti Studi Superiori “Rita Levi Montalcini”, Istituto di studi storici Gaetano Salvemini, Turismo in Langa.

Dal 2016 il repertorio delle Lezioni Recitate si è arricchito, andando a toccare – oltre alla storia – la disciplina dell’archeologia; nel 2018 i titoli in repertorio diventano undici, con l’allestimento – pure nell’ambito del progetto “Riprendo la Storia – Conflitti, lavoro e migrazioni dalle Langhe al mondo” – di quattro nuove lezioni recitate, ascrivibili alla storia, all’archeologia, alla letteratura e all’antropologia.

4 febbraio 2020 | la lezione recitata “Camilla Ravera – Uniformare la vita a una convinzione” al Circolo Risorgimento di Torino

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Martedì 4 febbraio 2020, h 21.30
Circolo Risorgimento, Via Giovanni Poggio, 16 – Torino
Nell’ambito dell’iniziativa “Noi veniamo dal PCI e …” (dettagli: https://urly.it/3453a)

Lezione recitata –“CAMILLA RAVERA – Uniformare la vita a una convinzione”
di Leonardo Casalino, con Marta Zotti
Sarà presente l’autore

La lezione “CAMILLA RAVERA – Uniformare la vita a una convinzione” è dedicata alla vita tormentata ed eccezionale di Camilla Ravera (1889-1988), la prima donna alla testa di un partito politico (fu nominata segretaria del Partito comunista d’Italia nel 1927, durante gli anni della cospirazione antifascista e della repressione fascista) e la prima donna a essere stata nominata senatrice a vita, nel 1982. La lezione ricostruisce il periodo del dissenso contro Mosca alla fine degli anni Trenta, accanto a Umberto Terracini, che le costò l’espulsione dal partito comunista e l’isolamento politico al confino, aggravato dalla malattia. Un esempio di rigore e passione politica, non facili all’epoca per una donna, che l’hanno portata a essere una delle prime a lottare per l’emancipazione femminile nell’Italia repubblicana.

Per maggiori dettagli, consulta la scheda in pdf

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Lezioni Recitate è un progetto nato nel 2011; promosso da Consiglio Regionale del Piemonte – Comitato Resistenza e Costituzione, è stato realizzato dalla Compagnia Marco Gobetti in collaborazione con il Centro studi Piero Gobetti; e successivamente con Unione culturale Franco Antonicelli, Parco Paleontologico Astigiano, ASTISS – Polo Universitario Asti Studi Superiori, Istituto di studi storici Gaetano Salvemini.

Dal 2016 il repertorio delle Lezioni Recitate si è arricchito, andando a toccare – oltre alla storia – la disciplina dell’archeologia; nel 2018 i titoli in repertorio diventano undici, con l’allestimento – pure nell’ambito del progetto “Riprendo la Storia – Conflitti, lavoro e migrazioni dalle Langhe al mondo” – di quattro nuove lezioni recitate, ascrivibili alla storia, all’archeologia, alla letteratura e all’antropologia.

 

 

26 novembre 2019 | La lezione recitata “ENEA PROFUGO” al Liceo classico “Giacomo Leopardi” di Macerata

Andrea Caimmi recita "ENEA PROFUGO" di Franco Pezzini al Castello di Sanfré (ottobre 2018)

Andrea Caimmi recita “ENEA PROFUGO” di Franco Pezzini al Castello di Sanfré (ottobre 2018)

Martedì 26 novembre 2019
Liceo classico “Giacomo Leopardi” – Macerata
Replica per gli studenti, promossa e ospitata da Liceo classico “Giacomo Leopardi”

Lezione recitata –“ENEA PROFUGO”
di Franco Pezzini, con Andrea Caimmi

Ai nostri giorni di fronte a immagini di colonne di profughi, sensi d’identità minacciate, difficoltà di integrazioni culturali, crisi economica e crisi climatica, è ricorrente la sensazione di trovarci davanti a una situazione inedita, per cui non saremmo dotati di categorie adeguate: ed è provocatorio pensare che invece proprio i grandi poemi alla base della cultura occidentale già evochino un quadro di situazioni e di problemi non troppo dissimile. E se non ci forniscono risposte preconfezionate, aiutano a ragionare su quale categoria-futuro pensiamo di ridisegnare tutti assieme.
Nata su commissione di un principe ambizioso per celebrare una nuova età dell’oro, l’Eneide si sviluppa nel segno di una ben più profonda ricerca interiore, che resta incompiuta per la morte di Virgilio ma forse anche per l’impossibilità di conciliare presupposti ed esiti. La lettura trionfalistica e grevemente ideologica di grande poema imperiale con cui verrà pubblicata contro la volontà dell’autore, e spacciata ancora per lungo tempo come interpretazione unica, si confronta in realtà con un quadro piuttosto diverso sottostante, e con un disagio dove la crisi di Virgilio si specchia in quella del tempo remoto del suo eroe. Lontano da ogni caricatura di marmo, Enea col suo popolo è un profugo allo sbando nel più grave collasso di sistema del mondo antico, quello che travolge l’età del bronzo (circa 1200-1150 a.C.): una crisi – climatica, politica, economica, culturale, religiosa – che dai Balcani al Caucaso, dall’Egeo al Nord Africa, dall’Anatolia giù per tutto il Levante e con ricadute fino al Mediterraneo occidentale vede migrazioni coatte, crolli d’imperi e nascite faticose di nuovi assetti, ibridazioni culturali improvvisamente accelerate e naturalmente recezione di tanto trauma nei miti.

Per maggiori dettagli, consulta la scheda in pdf

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Lezioni Recitate è un progetto nato nel 2011; promosso da Consiglio Regionale del Piemonte – Comitato Resistenza e Costituzione, è stato realizzato dalla Compagnia Marco Gobetti in collaborazione con il Centro studi Piero Gobetti; e successivamente con Unione culturale Franco Antonicelli, Parco Paleontologico Astigiano, ASTISS – Polo Universitario Asti Studi Superiori, Istituto di studi storici Gaetano Salvemini.

Dal 2016 il repertorio delle Lezioni Recitate si è arricchito, andando a toccare – oltre alla storia – la disciplina dell’archeologia; nel 2018 i titoli in repertorio diventano undici, con l’allestimento – pure nell’ambito del progetto “Riprendo la Storia – Conflitti, lavoro e migrazioni dalle Langhe al mondo” – di quattro nuove lezioni recitate, ascrivibili alla storia, all’archeologia, alla letteratura e all’antropologia.