Lezione recitata all’Istituto superiore “Rosa Stampa”

7 novembre 2011 – h 9.40 e h 11.20 (n. 2 repliche)

EMILIO LUSSU E LA GUERRA

 

Istituto superiore Rosa Stampa
Corso Italia 48 Vercelli

120 studenti

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2 Pensieri su &Idquo;Lezione recitata all’Istituto superiore “Rosa Stampa”

  1. Ricevo dalla professoressa Dellavalle questo commento via e-mail e riporto qui volentieri:

    —– Original Message —–
    From: ……………@libero.it
    To: marcogobetti67@gmail.com
    Sent: Sunday, November 13, 2011 8:55 AM
    Subject: dal Rosa Stampa di Vercelli

    gent. signor Gobetti

    sono Elisabetta Dellavalle, una docente del Rosa Stampa di Vercelli.

    Le ho inviato mail con foto e pezzo scritto da una mia alunna (la stessa che scattava le foto durante il suo spettacolo a Vercelli) nella stessa spedizione al giornali locali a cui è stato inviato (La Stampa- La Sesia- Il Corriere eusebiano – Notizia Oggi- Vercelli Oggi – alcuni sono ol line, se vuol cercarlo nei prox giorni)

    credo possa farle piacere.

    grazie delle emozioni che ha saputo suscitare, ne abbiamo ancora parlato in classe e crediamo che questo modo di porgere la storia, facendola diventare parte della vita di tutti noi, sia la strada giusta per riavvicinare i giovani alle loro radici, per recuperare il significato sacrale della memoria.

    buon lavoro ancora

    e.d.

  2. Ricevo dalla prof.ssa Dellavalle e riporto qui con piacere il commento scritto dalla studentessa Stefania Bertolone:

    EMILIO LUSSU E LA GUERRA

    Storia e recitazione nell’aula magna dell’Istituto di Istruzione Superiore Rosa Stampa di Vercelli.

    Sono le parole di Emilio Lussu, recitate dall’attore Marco Gobetti, a rendere più chiaro il concetto di guerra agli studenti delle classi V a e B del Liceo delle Scienze Sociali, IVB, V A e B del Liceo Socio Psico-pedagogico, VA Liceo Linguistico e VA del Liceo Artistico ‘A.Alciati’.
    Nella mattinata di lunedì 7 novembre, alunni e professori si sono riuniti al fine di aderire al progetto di ‘lezione recitata’, la quale presenta la vita, il pensiero e le azioni di una figura della storia del Novecento, in questo caso Emilio Lussu.
    Servendosi dei testi di Leonardo Casalino, Gobetti ha presentato in modo ottimale quella che è stata l’importanza di Lussu, in quanto ufficiale durante la Prima Guerra Mondiale, deputato nelle file del Partito sardo d’azione dal 1921 e soprattutto portavoce delle proteste seguite all’omicidio del dirigente socialista Giacomo Matteotti, avvenuto il 10 giugno 1924.
    L’attore ha incominciato la presentazione del personaggio partendo dalle sue stesse parole.
    “Io facevo la guerra fin dall’inizio. Far la guerra, per anni, significa acquistare abitudini e mentalità di guerra”. Ascoltare le parole di chi ha vissuto la guerra sul serio, di chi l’ha patita sulla propria pelle, significa entrare in contatto in modo più profondo con ciò che ha caratterizzato la vita degli uomini che l’hanno combattuta.
    In tal modo, in un luogo, la scuola, responsabile della crescita di quelli che saranno gli uomini del futuro, anche noi giovani di oggi abbiamo avuto la possibilità di riflettere e capire, o per lo meno di immaginare, il significato ed il valore delle loro azioni ed idee per la comprensione critica del nostro presente.
    Marco Gobetti, seppur presentando in particolare la figura di Emilio Lussu, è entrato anche nel merito dell’importanza di altri illustri personaggi del tempo quali Carlo Rosselli.
    Quest’ultimo fu antifascista militante, teorico del Socialismo liberale e fondatore del movimento “Giustizia e Libertà” a fianco di Lussu, Nitti e di altri grandi della storia come Gaetano Salvemini.
    Rosselli aveva guardato alla guerra civile spagnola come a un mezzo per dare inizio all’offensiva contro il fascismo in Italia e, a Barcellona, con il suo messaggio radiofonico “Oggi in Spagna, domani in Italia” aveva profetizzato una rivoluzione che sarebbe dilagata anche in Italia.
    Quest’uomo, impegnato fortemente nella lotta contro i fascisti, diventò per questi ultimi una vera e propria minaccia e così Rosselli, insieme al fratello, fu assassinato.
    L’incontro con Gobetti, ha fatto sì che la guerra sia stata concepita da noi alunni, non come una parte di storia lontana, remota e da dimenticare, bensì come quello che è stata nell’effettività: sofferenza, lotta, sacrificio e sangue. Ci ha dato la possibilità di entrare nell’ottica di persone che, come Lussu e Rosselli, hanno dato la vita per condurre alla libertà e alla giustizia del nostro Paese.
    Lussu, nello scrivere “Un anno sull’altipiano”, romanzo dal quale sono state tratte le sue parole al fine di fornirci un valido quadro dell’epoca, si pone come critica all’autoritarismo cieco degli ufficiali superiori nei confronti dei soldati. Egli individua come obbiettivo fondamentale quello di dimostrare, attraverso il racconto dei fatti della guerra, quali meccanismi avessero in seguito condotto alla vittoria del fascismo.
    Ci è stato rappresentato in forma recitata anche un passo del romanzo che rappresenta come negli occhi dei generali fascisti vi fossero tracce di follia. Una follia che rendeva i loro soldati in balia di due identità interiori, una ostile all’altra; la coscienza morale di uomo contro l’incoscienza meccanica di soldato.
    Lo scopo dell’incontro, ovvero quello di incoraggiare ed arricchire l’ordinaria didattica scolastica e di diffondere la cultura teatrale, è stato pienamente raggiunto.

    Stefania Bertolone, V A
    Liceo delle Scienze sociali ‘Rosa Stampa’ – Vercelli

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