“La scoperta dell’antichità dell’uomo” al Museo Paleontologico territoriale dell’Astigiano

Venerdì 18 marzo 2016, h 10.30
Per gli studenti del Liceo “Monti” e dell’Istituto”Giobert” di Asti

Palazzo Michelerio, ad Asti, nella sede del Museo Paleontologico Territoriale dell’Astigiano

Il debutto della lezione recitata “La scoperta dell’antichità dell’uomo” (scritta da Valentina Cabiale e recitata da Marco Gobetti) è organizzato e promosso dal Parco Paleontologico Astigiano, realizzato dall’Ass. cult. Compagnia Marco Gobetti e si avvale del Patrocinio e del sostegno della Presidenza del Consiglio Regionale del Piemonte, della collaborazione di CAMERA – Centro Italiano per la Fotografia, di UNIASTISS e del Progetto culturale della Diocesi di Asti; avviene per gli studenti del Liceo Scientifico “F. Vercelli” di Asti e sono previste repliche successive in 5 scuole del Piemonte: informazioni e candidature per ospitare le repliche scrivendo a  enteparchi@parchiastigiani.it o dalmonferratoalmondo@gmail.com

LEZIONI RECITATE (www.lezionirecitate.wordpress.com), progetto ideato e diretto da L. Casalino, G. Cavaglià e M. Gobetti e sinora dedicato a figure della storia del ‘900, con “La scoperta dell’antichità dell’uomo” si amplia, andando a toccare le discipline dell’archeologia, della paleontologia e dell’antropologia; “La scoperta dell’antichità dell’uomo” inaugura la serie di lezioni “Scavi popolari” e si inserisce nel percorso 2016 di Dal Monferrato al mondo passando per l’Etiopia.

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LA SCOPERTA DELL’ANTICHITÀ DELL’UOMO
Che cosa significa per ognuno di noi? Chi l’ha resa possibile?

Testo di Valentina Cabiale
Regia e recitazione di Marco Gobetti
Supervisione scientifica di Piero Damarco (Museo Paleontologico Territoriale dell’Astigiano), Daniele Ormezzano (Museo Regionale di Scienze Naturali), Francesco Scalfari (Polo Universitario di Asti Studi Superiori)
Organizzazione e promozione: Parco Paleontologico Astigiano
Realizzazione: Associazione culturale Compagnia Marco Gobetti
Selezione immagini in collaborazione con: CAMERA – Centro Italiano per la Fotografia
E con la collaborazione di: UNIASTISS (Polo Universitario Asti Studi Superiori) e Progetto culturale della Diocesi di Asti
Patrocinio di: Presidenza del Consiglio Regionale del Piemonte

Per lungo tempo non ci si è preoccupati di stabilire a quando risalisse l’origine dell’uomo. I miti delle origini sono generalmente vaghi in termini cronologici, e da essi l’età dell’uomo può essere calcolata solo in modo indiretto e approssimativo. Ad esempio i testi biblici, presi alla lettera, sembravano indicare che la storia dell’uomo (e della terra) non coprisse un periodo maggiore di 6000 anni. Le scoperte scientifiche e paleontologiche e archeologiche che si sono succedute in ambito occidentale a partire dalla metà del XIX secolo hanno portato, in questo campo, a un ampliamento temporale enorme. Oggi esistono prove che i diretti antenati dell’uomo moderno siano comparsi in Africa intorno a 2,5 milioni di anni fa, mentre i primi Homo sapiens probabilmente sono apparsi circa 200.000 anni fa. Come si è arrivati alla scoperta dell’antichità dell’uomo? Cosa cambia, per ognuno di noi, sapersi più antico? E’ importante conoscere quanto lunga o breve, lineare o complessa sia la storia dei nostri discendenti? E’ possibile conciliare la conoscenza scientifica con i miti? La scoperta di questa antichità è stata graduale e contrastata. Qui si tenta di raccontarla attraverso le storie degli uomini che l’hanno resa possibile. È un modo per descrivere il rapporto di noi uomini e donne contemporanei con il passato e, in ultima analisi, con l’altro e gli altrove temporali e geografici.

calendarizzazione

Il debutto avverrà venerdì 18 marzo 2016 a Palazzo Michelerio, ad Asti, nella nuova sede del Museo Paleontologico Territoriale; in quell’occasione saranno invitate classi appartenenti a scuole astigiane. Le successive cinque repliche avverranno fra aprile e settembre 2016 in altrettante scuole della Provincia di Asti e non solo.

realizzazione

Il teatro può essere una dimensione dell’insegnamento. Non semplicemente uno spettacolo cui gli studenti assistano in occasioni contingenti, fuori dai percorsi abituali, ma anche un momento in cui l’insegnamento stesso si fa teatro dentro la scuola: una forma della didattica che si rivolge alla creatività dello studente.

Un attore recita una lezione sulla base di un testo preparato da uno storico, a cui dà corpo, voce, interpretazione. Le lezioni, di 50 minuti, sono rivolte principalmente alle scuole, con lo scopo di vitalizzare la didattica, ma possono essere dedicate a qualunque pubblico e dunque realizzate anche in circoli, teatri, centri di studio e di incontro, librerie, biblioteche, bar, su strada; e in ogni luogo in cui possa nascere un rapporto significativo fra attore e pubblico.

Per quanto riguarda la quantità di studenti, non c’è un numero limite: le lezioni sono realizzabili nella singola classe o in luogo che contenga più classi riunite. La compagnia può predisporre adeguata amplificazione, qualora sia necessario.  Per favorire l’incrocio di sguardi e l’incontro reale, le recite avvengono facendo uso delle condizioni di luce (naturale e non) presenti.

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