il progetto

Le lezioni per l’anno 2016/17: scheda

LEZIONI RECITATE

DI CHE COSA SI TRATTA

Un attore recita una lezione sulla base di un testo preparato da uno storico, a cui dà corpo, voce, interpretazione.
Le lezioni, di 50 minuti, sono rivolte principalmente alle scuole, ma possono essere dedicate a qualunque pubblico e dunque realizzate anche in circoli, teatri, centri di studio e di incontro, librerie, biblioteche, bar, su strada; e in ogni luogo in cui possa nascere un rapporto significativo fra attore e pubblico.
Di seguito, le modalità di realizzazione delle Lezioni recitate nelle scuole.
Per quanto riguarda la quantità di studenti, non c’è un numero limite: le lezioni sono realizzabili nella singola classe o in luogo che contenga più classi riunite. La compagnia può predisporre adeguata amplificazione, qualora sia necessario. Per favorire l’incrocio di sguardi e l’incontro reale, le recite avvengono facendo uso delle condizioni di luce (naturale e non) presenti.
L’attore recita sino a 2 lezioni nella stessa giornata, con una pausa di almeno un’ora e mezza fra la prima e la seconda recita.

ORIGINI E SVILUPPO DELPROGETTO
Ideato da Gabriela Cavaglià, Leonardo Casalino e Marco Gobetti, nella sua prima fase, dedicata alla storia, (2011-2015), il progetto è promosso dal Comitato Resistenza e Costituzione del Consiglio Regionale del Piemonte ed è realizzato dalla Compagnia Marco Gobetti in collaborazione con il Centro studi Piero Gobetti (lezioni recitate su Vittorio Foa, Emilio Lussu, Giaime e Luigi Pintor, Camilla Ravera, Umberto Terracini, Leone Ginzburg-raccolte nel volume Lezioni recitabili ediz. SEB27) e (per quanto riguarda la lezione riguardante Franco Antonicelli) con l’Unione culturale Franco Antonicelli.
Dal 2016 il repertorio delle Lezioni Recitate si è arricchito, andando a toccare la disciplina dell’archeologia, grazie alla collaborazione con l’Ente di Gestione del Parco Paleontologico Astigiano (con la lezione recitata “La scoperta dell’antichità dell’uomo” di Valentina Cabiale); previste future applicazioni negli ambiti dell’antropologia culturale (“Zoo umani, etno e freak show” di Anna Delfina Arcostanzo), del design, dell’arte, della letteratura e della musica.

INDICE delle LEZONI

STORIA – testi di Leonardo Casalino

“Leone Ginzburg
Costruire il futuro nel presente”
Con il Patrocinio di Consiglio Regionale del Piemonte – Comitato Resistenza e Costituzione | In collaborazione con Centro studi Piero Gobetti

“Emilio Lussu e la Grande guerra
Il romanzo inevitabile dell’antifascismo italiano”
Con il Patrocinio di Consiglio Regionale del Piemonte – Comitato Resistenza e Costituzione | In collaborazione con Centro studi Piero Gobetti

“Giaime e Luigi Pintor
Agire in modo utile”
Con il Patrocinio di Consiglio Regionale del Piemonte – Comitato Resistenza e Costituzione | In collaborazione con Centro studi Piero Gobetti

“Umberto Terracini
La politica come partecipazione collettiva e difesa dell’autonomia individuale”
Con il Patrocinio di Consiglio Regionale del Piemonte – Comitato Resistenza e Costituzione | In collaborazione con Centro studi Piero Gobetti

“Camilla Ravera
Uniformare la vita a una convinzione”
Con il Patrocinio di Consiglio Regionale del Piemonte – Comitato Resistenza e Costituzione | In collaborazione con Centro studi Piero Gobetti

“Vittorio Foa
Pensare il mondo con curiosità”
Con il Patrocinio di Consiglio Regionale del Piemonte – Comitato Resistenza e Costituzione | In collaborazione con Centro studi Piero Gobetti

“Franco Antonicelli
L’inesorabile determinazione a vivere e migliorare il presente”
Con il Patrocinio di Consiglio Regionale del Piemonte – Comitato Resistenza e Costituzione | In collaborazione con Unione culturale Franco Antonicelli

ARCHEOLOGIA – testi di Valentina Cabiale

“La scoperta dell’antichità dell’uomo
Che cosa significa per ognuno di noi? Chi l’ha resa possibile?”
Supervisione scientifica di Piero Damarco (Museo Paleontologico Territoriale dell’Astigiano), Daniele Ormezzano (Museo Regionale di Scienze Naturali), Francesco Scalfari (Polo Universitario di Asti Studi Superiori) | Promozione: Ente di Gestione del Parco Paleontologico Astigiano | Selezione immagini in collaborazione con: CAMERA – Centro Italiano per la Fotografia | E con la collaborazione di: UNIASTISS (Polo Universitario Asti Studi Superiori) e Progetto culturale della Diocesi di Asti | Patrocinio di: Presidenza del Consiglio Regionale del Piemonte | nell’ambito del progetto Dal Monferrato al mondo passando per l’Etiopia

ANTROPOLOGIA – testi di Anna Delfina Arcostanzo

“Zoo umani, Etno e freak show
Idee di umanità da Ota Benga ai giorni nostri” (in preparazione)

LETTERATURA – testi di Franco Pezzini

“Satyricon
L’Odissea di Encolpio” (in preparazione)

___________

Recita le lezioni Marco Gobetti

MARCO GOBETTI – Drammaturgo, attore e regista attivo dagli anni ‘90, coniuga da sempre l’attività di prosa nei teatri a quella su strada. A partire dal 2000 inventa il Teatro Stabile di Strada®, con cui tenta di contaminare il sistema teatrale, e fonda la Compagnia Marco Gobetti.
Fra i suoi testi e spettacoli: “Voglio un pappagallo – Matthew Smith: il p(r)ezzo della vita di un uomo”, “In-Ec-Cesso – Una bomba per cintura”, “La memoria non è mai cimitero – I meccanismi della Shoah nella storia dell’uomo”, “Cristo muore in fabbrica: è solo un altro incidente”, “L’anciové sota sal”, “Bestiame etimologico”, “1863-1992 | Di Giovanni in oltre – Storia d’Italia e di persone da Giovanni Corrao a Giovanni Falcone”, “La tragedia della libertà”, “Un carnevale per Sole e Baleno” (premio NdN 2014), “Gli epigoni”; con Delfina Arcostanzo “Lo stagno”, con Leonardo Casalino “Raccontare la Repubblica – Storia italiana dal 1945 a oggi: sette testi da interpretare a voce”, con Beppe Turletti “Tempesta 1944-45 – Nino racconta la Resistenza di Mario Costa”. Fra i progetti: “I Santi sulla strada”, “Dove sono nato non lo so – Una settimana di lettura accampata tra i filari in occasione del centesimo anniversario della nascita di Cesare Pavese”, “La vera storia di Hilario Halubras”, “Metamorfosi su strada – Lugano, 3 settembre 2011”, “Lezioni recitate”, “Il comico e la vita – Da un saggio del filosofo Carlo Sini nasce una creazione pubblica”, “Il pensiero politico: letture integrali in vetrina – Prima e seconda puntata: La conquista del pane di Pëtr Alekseevič Kropotkin e Compendio del Capitale di Carlo Cafiero”. Nel 2012 avvia lo stage per attori di creazione pubblica “Verranno giorni che non basterà guardare”. Nel 2013 inaugura Azionate Empatie Urbane®.
Nel 2014 cura drammaturgia, regia e recita nello spettacolo “L’Europa a cent’anni dalla Grande Guerra – Musica, immagini e parole per una creazione in undici tempi”. Nel 2015, con Valentina Cabiale, avvia “Dal Monferrato al mondo passando per l’Etiopia”. Del 2016 è la realizzazione dello spettacolo “CARLO, ETTORE, MARIA E LA REPUBBLICA
storia di Italia dal 1945 a oggi” e la partecipazione a “Come vi piace” di Shakespeare, una produzione del Teatro Stabile di Torino – Teatro Nazionale con la regia di Leo Muscato.
Oltre che in teatro con Leo Muscato (“Come vi piace” e “Romeo & Giulietta – Nati sotto contraria stella”), ha lavorato, fra tutti, nel cinema con G. Montaldo (I demoni di San Pietroburgo) e in radio con S. Ferrentino e A. Gozzi.

SINOSSI DELLE LEZIONI

– STORIA

“Leone Ginzburg
Costruire il futuro nel presente”
Leone Ginzburg (1909-1944): la lezione ricostruisce i 35 anni di vita di uno dei protagonisti più interessanti della vita culturale e politica della prima metà del secolo. Cosmopolita, giovane intellettuale di grande valore, Ginzburg scelse l’impegno politico nella cospirazione antifascista soltanto dopo aver ottenuto la nazionalità italiana. La politica come azione necessaria per gettare nella lotta antifascista le fondamenta del nuovo ordine democratico, da costruire una volta sconfitti i regimi fascisti. Un nuovo ordine che Ginzburg non vide a causa della morte prematura nelle carceri fasciste; ma che aveva contribuito a costruire non soltanto con il coraggio della propria azione, ma anche con la scrittura di alcuni dei più interessanti articoli pubblicati sulla stampa antifascista.

“Emilio Lussu e la Grande guerra
Il romanzo inevitabile dell’antifascismo italiano”
Emilio Lussu (1890-1975): la lezione è costruita intorno al romanzo Un anno sull’Altipiano in cui Lussu, alla metà degli anni Trenta in esilio in Francia, ha raccontato la sua esperienza come ufficiale nella prima guerra mondiale. Nei meccanismi di quella esperienza, nel rapporto fra comandanti e soldati, Lussu ritrova gli elementi che favorirono l’avvento del fascismo. Una lezione, dunque, sulla guerra, l’antifascismo, l’esilio, scandita dalle pagine più belle del romanzo e che ci restituisce una vita avventurosa, consumata totalmente nella lotta per la libertà.
Giaime e Luigi Pintor
Agire in modo utile
Giovane brillante intellettuale, protagonista dell’attività editoriale della casa editrice Einaudi, la figura di Giaime Pintor (1919-1943) è spesso stata assorbita dalla sua morte agli albori della Resistenza italiana. La lezione vuole invece tracciare la figura di un personaggio meno lineare e ben più complesso, esempio di una nozione del rapporto tra intellettuali e politica fondata sul carattere critico, si potrebbe dire illuministico, del contributo della cultura alla lotta politica. Al centro della sua vita vi è stata la Seconda Guerra mondiale, chiave di volta di un intero periodo storico e punto di partenza per la riconsiderazione del ruolo dell’intellettuale, come egli spiegherà a suo fratello Luigi nella sua ultima lettera. Una lettera destinata a pesare non poco nelle scelte di Luigi Pintor (1925-2003), il quale diventerà partigiano nella Roma occupata dai nazisti e sarà arrestato e condannato a morte. L’arrivo in città degli americani lo salverà e Luigi potrà cominciare la sua esperienza di militante comunista e di apprezzato giornalista de “L’Unità”. Nel 1969 sarà radiato dal partito per essere stato uno dei promotori della rivista “Il Manifesto”. Nel 1971 sarà il fondatore de “Il Manifesto quotidiano” di cui rimarrà la firma più importante e amata sino alla morte nel 2003. Negli ultimi anni della sua vita Luigi Pintor pubblicherà quattro brevi romanzi, in cui le sue straordinarie qualità di scrittura delineeranno la figura di un uomo pervaso da un senso tragico della vita mai separato, però, dalla passione per l’impegno politico e la lotta per la difesa dei diritti dei più deboli. La lezione, dunque, a partire dalle pagine più belle scritte da Giaime e Luigi, racconta la vita di due fratelli che grazie al loro rigore intellettuale hanno fornito un esempio di quanto sia importante il legame tra la politica e la cultura.

“Umberto Terracini
La politica come partecipazione collettiva e difesa dell’autonomia individuale”
Terracini (1895-1983) è stato uno dei protagonisti del Novecento italiano, capace in 70 anni di militanza di mantenere una straordinaria coerenza politica. La lezione ripercorre la sua vita di testimone del ventesimo secolo: la formazione giovanile a Torino e la scelta de “l’Ordine Nuovo” e della fondazione del Pci, la detenzione nelle carceri fasciste e l’isolamento personale e politico del confino, la partecipazione alla repubblica partigiana dell’Ossola e il ruolo di padre della Costituzione nel 1948. Come un filo rosso risalta la sua coraggiosa e anticipatrice rivendicazione del “diritto al dissenso” nelle travagliate vicende del Pci, sino all’ultima battaglia critica contro il “compromesso storico”.

“Camilla Ravera
Uniformare la vita a una convinzione”
La lezione è dedicata alla vita tormentata e eccezionale di Camilla Ravera (1889-1988), la prima donna alla testa di un partito politico (fu nominata segretaria del Partito comunista d’Italia nel 1927, durante gli anni della cospirazione antifascista e della repressione fascista) e la prima donna a essere stata nominata senatrice a vita, nel 1982. Quando fece il suo ingresso nell’aula di Palazzo Madama i senatori presenti l’accolsero in piedi: era un omaggio a una donna che aveva conosciuto l’asprezza e la crudeltà della vita politica senza mai perdersi d’animo. La lezione ricostruisce il periodo del dissenso contro Mosca alla fine degli anni Trenta, accanto a Umberto Terracini, che le costò l’espulsione dal partito comunista e l’isolamento politico al confino, aggravato da una brutta malattia. Un esempio di rigore e passione politica, non facili all’epoca per una donna, che l’hanno portata a essere una delle prime a lottare per l’emancipazione femminile nell’Italia repubblicana.

“Vittorio Foa
Pensare il mondo con curiosità”
Vittorio Foa (1910-2008) è stato un protagonista della storia del Novecento. La lezione ricostruisce le fasi più importanti della sua vita: la formazione a Torino, la cospirazione in GL, la lunga carcerazione, la partecipazione alla Resistenza e alla Costituente, l’attività come sindacalista e come uomo politico, sino all’intensa attività di scrittura degli ultimi vent’anni. Filo conduttore della lezione sono proprio i suoi testi e le sue azioni: punto di arrivo e di partenza i suoi inviti a pensare tenendo conto delle differenze, a trasformare gli ostacoli in opportunità, a “conoscere le cose” ma anche “il modo di raccontarle”: a porsi il problema della trasmissione della conoscenza. La proposta di una memoria attiva, necessaria per capire il presente e costruire il futuro.

“Franco Antonicelli
L’inesorabile determinazione a vivere e migliorare il presente”

La vita di Franco Antonicelli: la giovinezza sotto il regime, la scelta antifascista, la militanza nei movimenti liberali, la presidenza del CLN piemontese, l’attività di intellettuale a tutto tondo (insegnante, giornalista, letterato, organizzatore culturale, fondatore nel Dopoguerra, tra le altre istituzioni, dell’Unione Culturale, dell’Istituto storico della Resistenza in Piemonte, dell’Archivio nazionale cinematografico della Resistenza, del Centro studi Piero Gobetti), sino all’impegno politico e parlamentare nel gruppo della Sinistra indipendente.
Una biografia esemplare, ispirata ai valori della Resistenza, della democrazia e del rispetto dei principi costituzionali, ripercorrendo la quale è possibile affrontare le principali tappe della storia del Novecento italiano.

Autore delle Lezioni del ciclo di Storia (oltre che co-ideatore del progetto Lezioni Recitate, insieme a Marco Gobetti e Gabriela Cavaglià) è Leonardo Casalino

LEONARDO CASALINO – Storico, insegna Storia e cultura italiana all’Université Grenoble Alpes di Grenoble. Si è laureato e ha conseguito un Dottorato in Storia Contemporanea all’Università di Torino. Ha pubblicato “Influire in un mondo ostile. Biografia politica di Franco Venturi”, Aosta, Stylos, 2006; con A. Giacone, “Manuale di storia politica dell’Italia repubblicana (dal 1946 ad oggi)”, Parigi, Chemin de tr@verse, 2011; con B. Aiosa-Poirier, “Les années quatre-vingt et le cas italien”, Grenoble, Ellug, 2012; “Lezioni recitabili. Vittorio Foa, Leone Ginzburg, Emilio Lussu, Giaime e Luigi Pintor, Camilla Ravera, Umberto Terracini: ritratti da dirsi”, a cura di G. Cavaglià e M. Gobetti, Torino, SEB 27, 2012; “Scomporre la realtà – Lo sguardo inquieto di Leonardo Sciascia sull’Italia degli anni Settanta e Ottanta”, edizioni Tracce, Pescara, 2013; con Marco Gobetti “Raccontare la Repubblica – Storia italiana dal 1945 a oggi: sette testi da interpretare a voce”, Torino, SEB 27, 2014. Con Ugo Perolino “L’autonomia responsabile Note su politica e cultura da Nicola Chiaromonte a Bruno Trentin”, edizioni Tracce, Pescara, 2015 e “Il caso Moro. Memorie e narrazioni”, edizioni Transeuropa, Pescara 2016.

– ARCHEOLOGIA

“La scoperta dell’antichità dell’uomo
Che cosa significa per ognuno di noi? Chi l’ha resa possibile?”
Per lungo tempo non ci si è preoccupati di stabilire a quando risalisse l’origine dell’uomo. I miti delle origini sono generalmente vaghi in termini cronologici, e da essi l’età dell’uomo può essere calcolata solo in modo indiretto e approssimativo. Ad esempio i testi biblici, presi alla lettera, sembravano indicare che la storia dell’uomo (e della terra) non coprisse un periodo maggiore di 6000 anni. Le scoperte scientifiche e paleontologiche e archeologiche che si sono succedute in ambito occidentale a partire dalla metà del XIX secolo hanno portato, in questo campo, a un ampliamento temporale enorme. Oggi esistono prove che i diretti antenati dell’uomo moderno siano comparsi in Africa intorno a 2,5 milioni di anni fa, mentre i primi Homo sapiens probabilmente sono apparsi circa 200.000 anni fa. Come si è arrivati alla scoperta dell’antichità dell’uomo? Cosa cambia, per ognuno di noi, sapersi più antico? E’ importante conoscere quanto lunga o breve, lineare o complessa sia la storia dei nostri antenati? E’ possibile conciliare la conoscenza scientifica con i miti? La scoperta di questa antichità è stata graduale e contrastata. Qui si tenta di raccontarla attraverso le storie degli uomini che l’hanno resa possibile. È un modo per descrivere il rapporto di noi uomini e donne contemporanei con il passato e, in ultima analisi, con l’altro e gli altrove temporali e geografici.

Autrice di questa prima Lezione del ciclo di Archeologia è Valentina Cabiale
VALENTINA CABIALE – Archeologa, laureata in archeologia iranica a Torino e specializzata in archeologia medievale a Firenze. Ha partecipato a missioni di scavo in Turchia e Uzbekistan. Dal 2004 lavora soprattutto in Piemonte con una ditta specializzata, svolgendo attività di assistenza e scavo archeologici e di archeologia preventiva. Dal 2010 è redattrice e scrittrice per la rivista di geopolitica e letteratura di viaggio “Erodoto108”. Dal 2013 collabora con l’Ass. cult. Compagnia Marco Gobetti.

– LETTERATURA

“Satyricon
L’Odissea di Encolpio” (in preparazione)
66 d.C.: millenovecentocinquant’anni fa moriva Petronio Arbitro, vittima del regime di Nerone. Tradizionalmente si attribuisce a lui il romanzo noto come ‘Satyricon’ e pervenutoci in forma frammentaria. Tenendo conto dei più recenti tentativi critici di incalzare le parti perdute, ma anche del fascino onirico di questa provocatoria incompletezza, la lezione restituisce temi e suggestioni di un’opera straordinaria, visionaria e maliziosa, pastiche letterario e satira, in qualche modo antesignana del romanzo moderno.

Autore di questa prima Lezione del ciclo di Letteratura è Franco Pezzini

FRANCO PEZZINI – Laureato in Diritto Canonico con la tesi Esorcismo e magia nel Diritto della Chiesa, è studioso dei rapporti tra letteratura, cinema e antropologia, con particolare attenzione agli aspetti mitico-religiosi e al Fantastico. Tra i fondatori della rivista ‘L’Opera al Rosso’, è membro del Coordinamento di Redazione de ‘L’Indice dei libri del mese’, della Redazione di ‘Carmillaonline. Letteratura, immaginario e cultura di opposizione’, e collabora alle pagine culturali di ‘Avvenire’ e alla rivista online ‘LN │ librinuovi.net’. Ha pubblicato i saggi Cercando Carmilla. La leggenda della donna vampira (Ananke, 2000); Le vampire. Crimini e misfatti delle succhiasangue da Carmilla a Van Helsing (con Arianna Conti, Castelvecchi, 2005); The Dark Screen. Il mito di Dracula sul grande e piccolo schermo (con Angelica Tintori, Gargoyle Books, 2008); Peter & Chris. I Dioscuri della notte (con Angelica Tintori, Gargoyle Books, 2010); Victoriana. Maschere e miti, demoni e dèi del mondo vittoriano (Odoya, 2016); oltre a saggi e articoli in antologie e riviste accademiche e non. Di prossima pubblicazione, L’importanza di essere Lucio. L’asino d’oro di Apuleio e Satyricon. L’odissea di Encolpio (entrambi Odoya, 2017) e l’antologia saggistica di AA.VV., Jolanda & Co. Le donne pericolose (curata con Fabrizio Foni, Cut-Up, 2017). È animatore della Libera Università dell’Immaginario, con cui tiene da anni corsi monografici; è inoltre Vicepresidente del Comitato Scientifico di Autunnonero, Festival Internazionale di Folklore e Cultura Horror, e membro del Comitato scientifico del Mufant – Museo del Fantastico e della Fantascienza di Torino. ‘Giap’, il sito dei Wu Ming, lo definisce “massimo esperto italiano di letteratura fantastica-horror vittoriana”.

– ANTROPOLOGIA

“Zoo umani, Etno e freak show
Idee di umanità da Ota Benga ai giorni nostri”
(in preparazione)
In questa lezione di antropologia si affronta il tema della disumanizzazione dell’Altro.
In passato, questo processo ha assunto – tra le altre – anche la forma degli “Zoo umani”, degli “Etno Show”, dei “Freak Show”, e oggi persiste in manifestazioni talvolta eclatanti (si pensi allo Show dei record, il programma di Barbara D’Urso in cui venne mostrato l’uomo più basso del mondo, alla stregua di un fenomeno da baraccone), talvolta subliminali.
Si è detto poco, sinora, in merito a questi fenomeni di costume che attraversarono con strabiliante successo tutto l’Ottocento e parte del Novecento.
Si pensi che ancora all’inizio del Novecento, era possibile visitare a New York la gabbia delle scimmie e del pigmeo congolese Ota Benga, esposto dall’antropologo Madison Grant come dimostrazione dell’esistenza, nei popoli africani, dell’“anello mancante” tra l’uomo e la scimmia.
Pare dunque che l’idea per cui tutti gli esseri umani viventi abbiano pari dignità e siano compartecipi della stesso grado di umanità, indipendentemente dalla loro condizione fisica o dalla loro appartenenza geografica, sia tutt’altro che antica e tutt’altro che scontata.
Questa prima lezione di antropologia, attraverso un percorso accattivante e immaginifico, serve dunque a rompere il ghiaccio con un “fondamentale” dello sguardo antropologico: a riconoscersi quali uomini che definiscono altri uomini e a smascherare una convinzione errata (l’idea che l’attribuzione della condizione di “umanità” a tutti gli esseri umani sia l’effetto di un dato “naturale”).
Ma, soprattutto, serve ad operare una disillusione civile e pedagogica: a prendere coscienza del fatto che quell’idea non è affatto una conquista definitiva della storia dell’uomo, bensì l’embrione – fragile, indifeso – di una storia possibile ancora tutta da compiersi e completamente affidata alle nostre mani.

Autrice di questa prima Lezione del ciclo di Antropologia è Anna Delfina Arcostanzo

ANNA DELFINA ARCOSTANZO – Antropologa di formazione, promuove la diffusione di un approccio riflessivo nell’analisi della contemporaneità, attraverso il concetto di “geopolitica riflessiva”. Ha pubblicato “Noi, gli Occidentali. Spunti per una geopolitica riflessiva, nello specchio della Françafrique”. (SintesiDialettica.it, 2014). È attrice e co-fondatrice della Compagnia Marco Gobetti

Info
info@marcogobetti.org
www.compagniamarcogobetti.com

Il progetto originario:

Testi di Leonardo Casalino recitati da Marco Gobetti
Ideazione di Gabriela Cavaglià, Marco Gobetti, Leonardo Casalino
Progetto del Centro studi Piero Gobetti in collaborazione con l’Ass. cult. Compagnia Marco Gobetti
Coordinamento Simona Iuele e Anna Belforte, supervisione Marco Revelli
Con il sostegno del Comitato Resistenza e Costituzione del Consiglio regionale del Piemonte
Si ringraziano per la collaborazione Museiscuol@ e Istoreto

 Il progetto in sintesi

Ogni lezione recitata presenta la vita, il pensiero e le azioni di una figura della storia del Novecento. Lo scopo è fare emergere tratti importanti del personaggio e mettere in evidenza sia i legami con l’epoca in cui agì, sia il significato e l’utilità delle sue azioni ed idee per la comprensione critica del nostro presente. Il teatro insomma, come strumento per vivacizzare la didattica.

Il teatro può essere una dimensione dell’insegnamento. Non semplicemente uno spettacolo cui gli studenti assistano in occasioni contingenti, fuori dai percorsi abituali, ma anche un momento in cui l’insegnamento stesso si fa teatro dentro la scuola: una forma della didattica che si rivolge alla creatività dello studente.

Un attore recita una lezione sulla base di un testo preparato da uno storico, a cui dà corpo, voce, interpretazione.

Le lezioni, di 50 minuti, sono rivolte principalmente alle scuole (realizzabili nelle singole classi o in spazi che accolgano più classi), ma possono essere dedicate a qualunque pubblico e dunque realizzate anche in circoli, teatri, centri di studio e di incontro, librerie, biblioteche, bar, su strada; e in ogni luogo in cui possa nascere un rapporto significativo fra attore e pubblico.
Il progetto “Lezioni Recitate” ricerca infatti una spettacolarità che risieda innanzitutto nell’incontro (funzionale in questo senso l’utilizzo di condizioni di luce preesistente, sia con l’attore sia con il pubblico illuminati) e in questo senso si rivolge, oltre che agli studenti delle scuole superiori, a tutta la cittadinanza.

L’essenzialità della rappresentazione (unica oggettistica: un leggìo, i libri via via citati, le immagini dei volti dei personaggi stampate su grandi supporti rigidi) rende realizzabili ovunque le repliche.

Le due lezioni con cui si inaugura il progetto nel 2011, evocano le figure di Leone Ginzburg ed Emilio Lussu; disponibili, nel 2012/13 sono realizzate le due lezioni riguardanti i fratelli Pintor e Umberto Terracini; nel 2013/14 debuttano le lezioni riguardanti Camilla Ravera e Vittorio Foa.
Non si esclude l’estensione futura del progetto ad altri personaggi o eventi della Storia.

Nasce inoltre un progetto realizzato in collaborazione con la casa editrice SEB27 e realizzato tramite il crowd-funding, che vede nel novembre 2012 la pubblicazione in un unico volume dal titolo Lezioni Recitabili (http://www.seb27.it/content/lezioni-recitabili), proprio dei sei testi sinora scritti dallo storico Leonardo Casalino per il progetto Lezioni Recitate.

Le lezioni

Ogni lezione, scritta da uno storico, è tenuta da un attore e dura 50 minuti. L’attore agisce alla presenza dell’insegnante, che come gli studenti ha facoltà di intervenire: ogni lezione recitata inizia con la disposizione nello spazio di tutti i partecipanti, intesa come ricerca comune della condizione più utile all’ascolto e allo sguardo reciproco. L’attore ha con sé, quale unico oggetto scenico, una fotografia in grande formato del volto del personaggio che va ad evocare.

 

 I personaggi

I testi sono scritti pensando di dover svolgere una conferenza per un pubblico di studenti liceali o universitari e di non specialisti. Si tratta quindi di restituire i tratti più importanti della vita e del pensiero di figure del 900, cercando di mettere evidenza sia i legami con l’epoca in cui agirono, sia il significato e il valore delle loro azioni ed idee per la comprensione critica del nostro presente.

Il loro tratto comune è rappresentato da una “giovinezza” eccezionale, sia per il contesto in cui hanno operato sia per la loro intelligenza e volontà di incidere sulla realtà. Sono uomini e donne che nei primi 30 anni della loro vita hanno conosciuto prove durissime e al contempo sono riusciti a vivere intensamente e pienamente gli altri aspetti della loro esistenza: gli studi, le amicizie, gli amori. Alcuni sono purtroppo morti troppo giovani, altri hanno avuto una lunga vita e proprio negli anni della loro vecchiaia hanno contribuito con passione e raffinatezza intellettuale a tenere viva la memoria del passato.

La lezione recitata, quindi, intende trasmettere a un pubblico giovane la passione sia per la grande storia sia per il ruolo che in essa hanno avuto i singoli percorsi biografici. Vite contraddistinte dalla capacità di “scegliere” da che parte schierarsi in un momento difficile della storia italiana, nel segno di un forte senso della responsabilità individuale, ma anche dalla capacità di comprendere le ragioni degli altri senza retorica.

 Le basi

 Il teatro può essere associato alla scuola, diventare strumento per l’insegnamento: non l’insegnamento del teatro, ma il teatro dell’insegnamento; non spettacoli proposti, ma spettacoli cercati nella provvisorietà di un incontro inusuale all’interno degli edifici scolastici, fra cittadini diversi (studenti, attori, insegnanti).

Una scuola che miri a farsi spettacolo, ogni tanto: nessuna pretesa di trasformazione, quanto semmai di contaminazione utile.

Un attore che, forte di una solida base testuale, scritta da uno storico, tiene una lezione utilizzando gli strumenti fondamentali del proprio mestiere: corpo, voce, interpretazione.

L’obbiettivo, lungi dal delegittimare o sostituire gli insegnanti, è quello di valorizzare ed evidenziare la parte più sana della scuola: quella fatta sia da docenti che considerano come incontro e scambio il loro rapporto con gli studenti (portando così la vita negli edifici scolastici); sia da studenti che mirando all’autodeterminazione della propria libertà, sperimentano l’acquisizione di una cultura che non prescinda dalla vita e dagli incontri che la costellano.

Si mira inoltre ad incoraggiare una didattica vitalista e a diffondere la cultura teatrale mostrandone l’aspetto più naturalmente contemporaneo: il mestiere degli attori. Questo, estrapolato dal suo contesto abituale, rinforza il suo carattere sociale ed artigianale promuovendo il dialogo e lo scambio culturale fra i cittadini.

 La realizzazione e la diffusione

Nella prima fase del progetto Lezioni Recitate (2011-2012), ottima è stata la risposta da parte degli studenti: l’attenzione è sempre stata alta e sovente sono nati dibattiti dopo ogni Lezione Recitata. Proprio dalle domande e dalle osservazioni degli studenti, risulta raggiunto uno degli obbiettivi principali del progetto: “restituire i tratti più importanti della vita e del pensiero di figure del 900, cercando di mettere evidenza sia i legami con l’epoca in cui agirono, sia il significato e il valore delle loro azioni ed idee per la comprensione critica del nostro presente”.

La ricerca di una spettacolarità che risieda innanzitutto nell’incontro con gli studenti (utile in questo senso l’utilizzo di condizioni di luce preesistente, con sia l’attore sia il pubblico illuminati) e la scrittura sapientemente divulgativa dei testi delle lezioni, hanno generato una partecipazione e una voglia di comprendere di cui spesso gli studenti stessi si sono stupiti: non poche le domande e le osservazioni anche sul progetto stesso, oltre che sui personaggi e le vicende evocate, con le analogie e i rimandi alla nostra contemporaneità.

In forza degli intenti civili del progetto, si è tentato di coinvolgere la cittadinanza in ogni fase della sua realizzazione: funzionale in questo senso, l’essenzialità della rappresentazione (unica oggettistica: un leggìo, i libri via via citati, le immagini dei volti dei personaggi stampate su grandi supporti rigidi), che rende realizzabili ovunque le repliche. Innanzi tutto sono state dedicate a tutti i cittadini, oltre che agli studenti, le due repliche inaugurali delle  Lezioni Recitate  e si sono rese pubbliche le prove  per la  loro realizzazione: dopo la prima fase del progetto (12 repliche in scuole del Piemonte nell’autunno 2011) le Lezioni Recitate sono state e vengono replicate nelle aule delle scuole, ma anche in circoli, teatri, centri di studio e di incontro, librerie, biblioteche, bar, su strada e in ogni luogo in cui possa nascere un rapporto significativo fra attore e pubblico.

 

Dettagli sul calendario e sul progetto si possono trovare nel blog:

https://lezionirecitate.wordpress.com

 

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